Frattesi: 'Zenica ferita sempre aperta, ma l'Italia merita fiducia'
"Come tutto il gruppo sono molto contento che Mancini sia tornato, lo abbiamo ritrovato come quando lo abbiamo lasciato. Questa nuova giovane Italia merita fiducia". Davide Frattesi ha compiuto ieri 27 anni festeggiati nel ritiro di Coverciano dove è uno dei veterani con le sue 34 presenze e 8 reti con la Nazionale.
E infatti c'era nella notte di Zenica contrassegnata dal ko ai rigori con la Bosnia costata agli azzurri la mancata qualificazione ai Mondiali per la terza volta di fila. "E' una ferita ancora aperta, con Gattuso non ne parliamo mai", ha rimarcato il centrocampista che proprio con l'ex ct, attuale allenatore della Lazio capolista insieme a Roma e Inter ("Ma lo scudetto è un discorso fra quelle due squadre" ha detto scaramantico) si sta rilanciando dopo le ultime stagioni iin chiaroscuro. "Sono tornato alla Lazio perché è ciò che più volevo e per il mister. Ho riscoperto il divertimento di quando ero bambino. All'Inter ho vissuto emozioni non replicabili ma anche parecchi alti e bassi. In un posto stai bene se giochi, col senno di poi forse avrei dovuto andarmene già un anno fa. Quando senti la fiducia come adesso parti a cannone, io spero di portare tutta questa energia anche in Nazionale". A partire da venerdì contro il Belgio all'Olimpico di Roma ("Sempre bello giocarci"), primo impegno di Nations League: "Ha cambiato, chissà che squadra affronteremo, di sicuro non sarà facile ma questa nuova Italia ha una rosa competitiva anche per sfidare le big".
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