Dal Gemelli il messaggio di Leone XIV: "Le famiglie siano segno di speranza"

Pur non potendo essere presente di persona, Papa Leone XIV ha espresso gratitudine per le preghiere dei fedeli e dei religiosi in un messaggio letto mercoledì, al termine dell'incontro internazionale dedicato al decimo anniversario di Amoris Laetitia, dal titolo “Annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”, svoltosi nell'Aula Paolo VI dal 7 al 14 ottobre.
“Come sapete, in questi giorni non mi è stato possibile essere tra voi. Vi ringrazio di cuore per le vostre preghiere e per il lavoro che avete svolto assieme. La condivisione delle vostre esperienze e il vostro ascolto attento costituiscono veramente un dono per tutta la Chiesa”, ha scritto il Pontefice nel messaggio, letto durante la sessione conclusiva dell'incontro di ieri, alla quale non ha potuto partecipare a causa dell'intervento chirurgico al Policlinico Gemelli di Roma.
La diffusione del messaggio coincide con il primo giorno di convalescenza del Pontefice, 71 anni, sottoposto martedì a un intervento chirurgico per la rimozione di una parte del polmone, a seguito della diagnosi di adenocarcinoma, un tumore maligno. Nel documento, datato 13 ottobre e redatto in Vaticano, Leone XIV si è rivolto ai prelati e ai laici partecipanti per ringraziarli delle preghiere e del lavoro svolto insieme.
Il Papa ha trascorso serenamente la seconda notte in ospedale. Le sue condizioni sono buone e l'umore positivo. Mercoledì ha iniziato la fisioterapia respiratoria, ha ripreso a camminare e ha ricominciato ad alimentarsi normalmente.
Il Pontefice, che una settimana prima aveva partecipato all'apertura dell'incontro con vescovi, famiglie e responsabili delle conferenze episcopali, ha rivolto un ringraziamento particolare alle famiglie che hanno condiviso le proprie “gioie, difficoltà e speranze”. Ha inoltre ringraziato i Capi delle Chiese Cattoliche Orientali e i Presidenti delle Conferenze Episcopali per la preparazione e il tempo dedicati all'iniziativa.
“Leggerò i frutti del vostro lavoro e delle vostre discussioni e, a suo tempo, offrirò le mie riflessioni”. Il Papa ha quindi incoraggiato i partecipanti a condividere le conclusioni dell'incontro con le rispettive conferenze episcopali e diocesi, proseguendo nell'impegno di annunciare il Vangelo insieme alle famiglie.
Il Pontefice ha invitato a continuare ad attingere alla ricchezza di Amoris Laetitia, l'esortazione apostolica di Papa Francesco sull'amore nella famiglia, ribadendo l'importanza di sostenere la famiglia come pilastro della società e di accompagnare con misericordia le situazioni di fragilità.
Leone XIV ha inoltre auspicato che le famiglie continuino a partecipare attivamente alla vita e alla missione delle Chiese locali, contribuendo anche al discernimento del cammino da seguire.
“Al vostro rientro a casa, vi prego di trasmettere la mia vicinanza spirituale e il mio sostegno a tutti i membri delle vostre comunità”, ha chiesto ai partecipanti. In conclusione, ha affidato ciascuno di loro alla protezione della Sacra Famiglia di Nazareth, rinnovando anche la richiesta di preghiere: “Vi chiedo, per favore, di pregare per me, così come io prego per voi”.
L'assenza del Pontefice ha caratterizzato anche la Messa conclusiva dell'incontro, celebrata mercoledì in Piazza San Pietro. Al suo posto, la liturgia è stata presieduta dal cardinale filippino Luis Antonio Tagle, recentemente nominato Decano del Collegio cardinalizio, che ha letto l'omelia preparata dal Papa.
Prima dell'intervento chirurgico, Leone XIV aveva chiesto personalmente che il documento di sintesi dei lavori non fosse reso pubblico. I cardinali Kevin Farrell e Mario Grech, alla guida dei dicasteri organizzatori, hanno dichiarato in un comunicato congiunto che il Pontefice esaminerà gli interventi, le relazioni dei sedici gruppi di lavoro e la sintesi finale al termine della convalescenza. Al momento, non è stata fissata alcuna data per la conclusione di questo esame.
Leone XIV nel discorso di apertura del 7 ottobre
Nel discorso di apertura del 7 ottobre, il Papa aveva esortato i partecipanti ad ascoltare le famiglie e a lasciarsi interpellare dalle loro esperienze, comprese le fragilità, le speranze e le delusioni. “Abbiamo indubbiamente molto da imparare dalle famiglie”, aveva affermato.
Leone XIV aveva inoltre evidenziato il divario crescente tra il modo in cui molte persone vivono la sessualità e l'intimità e la visione cristiana del matrimonio. Particolare attenzione era stata dedicata ai giovani, che “continuano ad anelare all'amore, alla fedeltà e all'appartenenza”, pur incontrando spesso difficoltà nel credere che un impegno per tutta la vita possa rappresentare la strada per realizzare le proprie aspirazioni.
Il Pontefice aveva ricondotto questi dubbi a diverse circostanze, tra cui l'insicurezza economica, le migrazioni, la violenza, la solitudine e altre forme di fragilità emotiva. Aveva quindi esortato i pastori a non limitarsi a interpretare la realtà dall'esterno, ma a interrogarsi anche sull'efficacia del proprio linguaggio e delle proprie pratiche pastorali, chiedendosi se siano davvero in grado di raggiungere il cuore delle persone.
La sua proposta non è quella di abbandonare l'insegnamento cristiano sul matrimonio, ma di individuare nuove modalità per annunciarlo e accompagnare chi si trova in difficoltà. Leone XIV ha esortato ad affrontare con onestà le criticità ancora presenti e a rinnovare la creatività pastorale.
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