Trump ancora contro Zelensky: "Non vuole finire la guerra"

Il presidente Donald Trump scivola ancora nei sondaggi, ai nuovi minimi storici, a due settimane dalle midterm.
Le prospettive dei repubblicani per mantenere il risicato controllo del Congresso si assottigliano con Trump che vede il suo gradimento attestarsi al 33%, in base a una rilevazione di Washington Post-Abc News-Ipsos. La disapprovazione nei suoi confronti sale al 66%, con il 52% fortemente contrario verso la sua azione politica. La perdita netta di consenso sfiora il 4% rispetto a un sondaggio di luglio e l'8% su uno fatto a ottobre del 2025, con il paradosso che ora, per la prima volta in oltre un decennio, i democratici sono considerati più affidabili del Grand Old Party sui dossier economici, mentre l'America è alle prese con la frustrazione per la congiuntura economica, tra inflazione, costo della vita e carburanti alle stelle, e l'impopolarità della guerra in Iran. Dal Labor Day di inizio settembre al 14 ottobre, i gruppi repubblicani hanno investito oltre 740 milioni nelle elezioni per il Congresso. Una cifra enorme che include almeno 220 milioni spesi da gruppi legati a Trump con Elon Musk, il patron di SpaceX e Tesla, che ha donato altri 276 milioni di dollari a gruppi repubblicani. Eppure, la massiccia campagna di spesa ha a malapena modificato lo scenario politico.
Sarà anche per questo, e per sviare l'attenzione dalla guerra all'Iran, che Trump negli ultimi giorni sta attaccando il presidente ucraino e imputando il caro carburanti ai raid di Kiev sulle raffinerie russe. Trump sospende dunque le sanzioni a Mosca, si riavvicina a Putine e sul suo social ora scrive che Zelensky “non vuole fermare la guerra”.
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