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Thursday, October 1, 2026

“Mi presentavo come ‘la ragazza in carrozzina’. Poi una frase del mio parrucchiere mi ha fatto riflettere. Quando mia figlia mi ha chiesto perché non potesse vedermi in piedi mi si è spezzato il cuore”: parla Giulia Lamarca

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“Mi presentavo come ‘la ragazza in carrozzina’. Poi una frase del mio parrucchiere mi ha fatto riflettere. Quando mia figlia mi ha chiesto perché non potesse vedermi in piedi mi si è spezzato il cuore”: parla Giulia Lamarca

Sono in tanti, tantissimi, a seguirla sui social: su Instagram ha quasi un milione di follower. Il motivo è semplice: una storia coinvolgente, raccontata con autenticità. Lei è Giulia Lamarca. A 19 anni un incidente le ha tolto l’uso delle gambe, ma quella sedia a rotelle che per anni sembrava definirla oggi è soprattutto il mezzo con cui continua a vivere, viaggiare e costruire la sua famiglia insieme al marito Andrea Decarlini e ai loro figli, Sophie ed Ethan. Nei suoi contenuti torna spesso un messaggio semplice: non esiste un solo modo per fare le cose. Ce ne sono, come dice lei, “tremila diversi”.

A Fanpage, Lamarca ha rilasciato una lunga intervista nella quale racconta anche il momento in cui ha deciso di smettere di presentarsi come “la ragazza in carrozzina”. A farle cambiare prospettiva è stata una frase del suo parrucchiere: “Giulia, ti riconosco dalla voce, non devi dirlo ogni volta”. “Mi sono resa conto che continuavo a presentarmi agli altri in questo modo. Mi sono chiesta se fossi io a sbagliare, a vedere solo questo di me stessa, se la carrozzina fosse l’unica cosa a definirmi oppure no. Ho iniziato a chiedermi cosa mi piacesse, a farmi delle domande e ho scoperto che c’erano ancora tante parti di me che non avevo mai esplorato”.

Con il marito e i figli, Lamarca gira il mondo e racconta di aver “usato moltissimo i viaggi per decostruire se stessa”. Dai luoghi visitati e da quelli in cui ha vissuto ha portato con sé anche modelli diversi di famiglia e di femminilità: “Mi è piaciuto trasportare certi modelli genitoriali, ad esempio l’essere genitori più paritari”. Poi racconta una riflessione nata da una conversazione con una follower: “Mi faceva notare come io parlassi dell’essere mamma, dell’essere femminile, senza abusare della sensualità. Mi ha definita morbida. Mi ha stupito, perché pensandoci non è così inusuale la strumentalizzazione del corpo e della sessualità, ma sono io ad avere un modello differente”. E cita l’esempio delle donne asiatiche: “Le madri asiatiche si tengono in forma, ma non devono esibirsi. Sono donne che io reputo composte, pulite, ma non hanno il continuo bisogno di mostrarsi”.

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