La strategia di Trump: cooperazione economica con Mosca e disimpegno sulla Nato in Europa

Donald Trump saluta i media all'Aras Uachtarain di Dublino,Irlanda,12092026
La strategia della Casa Bianca per arrivare a una soluzione del conflitto in Ucraina potrebbe passare attraverso un ribaltamento dell'approccio diplomatico tradizionale: anziché puntare esclusivamente sulle restrizioni, l'amministrazione di Donald Trump starebbe valutando di offrire incentivi e accordi commerciali a Mosca prima ancora della firma di un cessate il fuoco.
Secondo quanto emerso dai colloqui condotti dagli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e Kiev, l'idea - circolata dopo aver preso atto della ferma opposizione ucraina alla cessione di territori non conquistati - punta a coinvolgere l'élite russa in grandi progetti congiunti (dalle terre rare all'energia) per spingere lo Zar verso la pace.
L'arrivo di Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca, accolti da Dimitriev (@kadmitriev)
Questa linea di apertura economica si inserisce tuttavia in un quadro di forti pressioni e profondi mutamenti geopolitici. Da un lato coesiste con il recente via libera del Congresso al primo pacchetto di sanzioni anti-russe dell'era Trump, evidenziando una divisione interna sulla cosiddetta "strategia del bastone e della carota".
Dall'altro si salda con la prospettiva, attualmente al vaglio del Pentagono e del segretario alla Difesa Pete Hegseth, di ritirare fino a un terzo o addirittura metà dei militari americani di stanza in Europa (circa 40.000 unità), con possibili contraccolpi su paesi come Germania, Italia e Spagna.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth tiene un discorso prima di una riunione dei ministri della Difesa della NATO presso la sede dell'Alleanza, a Bruxelles, il 18 giugno 2026 (JOHN THYS / AFP)
Il possibile disimpegno militare americano - subordinato alle valutazioni che saranno presentate a Trump dopo le elezioni di midterm - viene utilizzato da Washington come leva per costringere gli alleati europei ad assumersi maggiori responsabilità sulla propria sicurezza, sebbene l'ipotesi stia già sollevando allarmi e resistenze bipartisan all'interno del Congresso statunitense e difficoltà di coordinamento in seno all'Unione Europea.
Non c’è dubbio che l'eventuale disimpegno Usa dalla NATO in Europa può essere letto anche come un indebolimento dell’azione politica europea sul fronte ucraino.
Investire di più sulla Nato per la difesa interna significa dover spendere maggiori risorse, indebolendo gli aiuti consistenti che l’Unione sta offrendo a Kiev siano essi economici o in armamenti.
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