Christa Pike ammanettata e confusa in ospedale, rischia ancora il boia
Christa Pike ricorda come si chiama, ma non rammenta nulla dei drammatici momenti dell'esecuzione fallita, quella che lo scorso 30 settembre l'ha trasformata da semplice assassina nel braccio della morte del Tennessee a simbolo globale della battaglia conto la pena di morte. Col suo caso che ha provocato shock e indignazione nel mondo intero.
Secondo i suoi avvocati, il risveglio dopo le due iniezioni letali é un miracolo "senza precedenti". Ma Christa, 50 anni (ne aveva 18 quando finì nel braccio della morte) rischia ancora l'appuntamento con il boia, nonostante la sospensione al momento di tutte le esecuzioni programmate. "Lo Stato ha decretato una moratoria ma non si e' impegnato per il futuro", ha spiegato Luke Ihnen, uno dei legali della donna. "E le prove - ha argomentato - sono essenziali per qualsiasi contestazione Pike voglia avanzare": dalle sette siringhe usate alle cannule delle flebo, passando per le eventuali sostanze chimiche utilizzate.
Il caso resta dunque aperto. Citando il rimorso della donna, i suoi legali avevano chiesto prima dell'esecuzione la commutazione della pena in ergastolo. Ma la vicenda é ora entrata in un limbo: per tornare alla carica gli avvocati hanno bisogno del consenso di Christa, mentre per essere di nuovo messa a morte la donna dovrebbe dimostrare di essere in grado di comprendere a pieno la punizione a cui andrebbe eventualmente incontro. Cosa di cui, allo stato, i medici non sono convinti. Sebbene Pike abbia ripreso conoscenza, infatti, ha vuoti di memoria, "pensa che ancora sia settembre" ed é in grado di comunicare "in modo limitato", hanno acora spiegato i suoi legali in tribunale a Nashville.
Christa intanto continua ad essere curata a spese dello Stato, per l'irritazione di quanti militano nel 'partito del boia'. E, nonostante tutto, resta ammanettata mani e piedi alle sbarre del letto, nonostante le proteste. Il caso ha rilanciato anche negli Usa, dove una maggioranza sempre piu' stretta é favorevole alla morte di Stato, il dibattito sulle esecuzioni.
Sul banco degli imputati é soprattutto il pentabarbitol, un potente anestetico usato principalmente in veterinaria per l'eutanasia degli animali, che in queste ore potrebbe essere di nuovo messo alla prova in Texas, con l'esecuzione di Jamal Howard, un afroamericano condannato un quarto di secolo fa per l'assassinio di una commessa. Citando proprio il caso Pike, gli avvocati dell'uomo hanno chiesto una pausa di 30 giorni. Il Texas utilizza pentobarbital preparato da farmacie specializzate in preparazioni galeniche, poiché le aziende farmaceutiche si rifiutano di venderlo per le esecuzioni capitali. La conseguente scarsità di scorte ha spinto lo Stato a sottoporre a test le fiale disponibili e, se ritenute ancora efficaci, a prorogarne la data di utilizzo oltre la scadenza originaria.
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