Nobel per la Pace, Pillay contro le sanzioni Usa alla Corte penale internazionale: “Inedite e inaccettabili”
“Senza precedenti e inaccettabili”. La neo Premio Nobel per la Pace Navi Pillay attacca le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro la Corte penale internazionale (Cpi) e lancia l’allarme sul futuro della giustizia internazionale. La giurista sudafricana, ex alta commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti umani, è intervenuta in videocollegamento da Norimberga durante un evento organizzato al Nobel Peace Center di Oslo, all’indomani dell’assegnazione del riconoscimento.
“C’è molta tensione e preoccupazione per la sopravvivenza dei tribunali internazionali, soprattutto della Corte penale internazionale dell’Aia”, ha dichiarato Pillay. A preoccupare la giurista è soprattutto la decisione di Washington di colpire direttamente i magistrati per la loro attività giudiziaria: “Quel che è più importante è che un Paese abbia annunciato sanzioni contro i giudici semplicemente per le decisioni giudiziarie che prendono. È una cosa senza precedenti e inaccettabile”.
Una posizione condivisa dall’Unione europea, che chiede agli Usa di ritirare le misure e si dice pronta a intervenire in difesa della Corte. In una dichiarazione a nome dell’Ue, l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha avvertito che “l’Ue è pronta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che la Corte continui a operare efficacemente e ad assolvere il suo mandato indispensabile”. Bruxelles considera “inaccettabili” gli attacchi e le minacce contro i giudici e il personale della Cpi, ma vede uno spiraglio diplomatico nella decisione americana di rinviare l’entrata in vigore delle sanzioni.
Anche l’Italia prende le distanze da Washington. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito al Messaggero il sostegno alla Corte, ricordando di aver sottoscritto una dichiarazione congiunta con altri ministri europei contro le misure americane: “Ci opponiamo con fermezza alle sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro la Corte”. Il presidente americano Donald Trump, intanto, ha attaccato la Norvegia per non avergli assegnato il Nobel per la Pace, definendo la decisione “una macchia indelebile”. E liquida Pillay come “una di cui nessuno ha mai sentito parlare”, accusando Oslo di essere “un Paese corrotto”.
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