Tassa sui ricchi che lasciano l’Italia. Ecco chi paga e quanto

Manovra: entra anche la tassa sui super ricchi che lasciano l’Italia. Ecco chi paga e quanto
Legge di bilancio 2024: introduzione dell’exit tax per patrimoni finanziari sopra 800.000 euro
Nella nuova Manovra spicca l’introduzione di una vera e propria “exit tax” (l’imposta in uscita), pensata per tassare i guadagni finanziari accumulati in Italia da chi decide di traslocare oltreconfine.
Come funziona e chi riguarda
La norma introduce l’articolo 307-bis nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Nel mirino finiscono le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali che possiedono un patrimonio finanziario di almeno 800.000 euro (esclusi i depositi bancari) composto da azioni, partecipazioni aziendali e altri strumenti finanziari.
Per far scattare la tassa serve anche un prerequisito temporale: il contribuente deve essere stato residente fiscalmente in Italia per almeno 6 degli ultimi 10 anni prima del trasferimento.
L’imposta si applica con l’aliquota ordinaria del 26% sui redditi finanziari e sulle plusvalenze “maturate” (ossia il maggior valore che i titoli hanno acquisito nel tempo, anche se non ancora venduti). Per i soli Titoli di Stato è prevista un’agevolazione: la base su cui si calcola la tassa viene ridotta al 48,08%.
Le regole sul pagamento e l’opzione “differita”
Di norma, il saldo va versato entro 180 giorni dal cambio di residenza. Tuttavia, per chi si trasferisce in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato collaborativo, la legge concede un’opzione: rinviare il pagamento al momento dell’effettiva vendita dei titoli.
Per accedere al differimento occorre:
- Versare subito un acconto del 50% dell’imposta dovuta.
- Prestare un’idonea garanzia.
Il rinvio non dura all’infinito: per i trasferimenti in ambito UE la tassa sarà dovuta solo se i beni vengono venduti entro 5 anni; per i Paesi extra-UE collaborativi la finestra sale a 10 anni. Se in questo periodo i titoli non vengono venduti, se il contribuente li trasferisce per successione a causa di morte o se rientra stabilmente in Italia, la tassa non è dovuta e le somme eventualmente anticipate a titolo di acconto verranno rimborsate.
Le stime di gettito per lo Stato
Secondo i calcoli tecnici basati sui dati ISTAT e sulle dichiarazioni dei redditi, i contribuenti potenzialmente interessati rappresentano la fascia di popolazione che detiene circa il 73% della ricchezza finanziaria italiana.
Lo Stato stima un gettito lordo a regime di 6,74 milioni di euro all’anno (con un primo incasso di 3,37 milioni nel 2027 a causa delle tempistiche dei 180 giorni). Prudenzialmente, la relazione tecnica considera che a partire dal quinto anno (dal 2032) potrebbero partire rimborsi per 3,37 milioni annui a favore di chi non ha poi venduto gli asset, lasciando un beneficio netto stabile per le casse pubbliche.
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