Ranucci al tribunale del lavoro dopo la rimozione dalla conduzione di Report

Il giornalista Rai e conduttore per 9 anni di Report Sigfrido Ranucci è arrivato in mattinata al tribunale del lavoro di Roma per l'udienza in cui verrà discusso il ricorso urgente presentato dai suoi legali contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai a fine agosto. Nel ricorso si chiede la revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro in tempo utile per l'inizio del programma.
Sigfrido Ranucci ha depositato il ricorso il 15 settembre al Tribunale del Lavoro di Roma un ricorso urgente ex art. 700 del Codice di procedura civile, chiedendo la revoca del provvedimento che lo ha rimosso dalla conduzione di Report e il proprio reintegro in tempo utile per la prima puntata della nuova stagione che sarà in onda dall'8 novembre con Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale.
Ranucci ha condotto Report dal 2017 fino al 28 agosto 2026, quando la Rai lo ha rimosso dalla conduzione del programma. Ranucci lavorava a Report come autore dal 2006, ma lo aveva condotto dal 2017, dopo che per vent'anni il programma era stato guidato da Milena Gabanelli.
A rappresentare il ricorso è un collegio di giuslavoristi composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall'avvocato Stefano Rossi, che operano all'interno del più ampio team legale dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita.
A fine agosto, quando la Rai aveva comunicato la sostituzione di Ranucci alla guida del programma d'inchiesta, indicando come nuovi conduttori Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Ranucci aveva appreso la notizia dalle agenzie di stampa, affidando la sua prima reazione a un post su Facebook in cui parlava non di un addio ma dell'inizio di "una battaglia". Successivamente è stato poi stabilito dall'azienda che alla conduzione ci saranno Claudia Di Pasquale con Piervincenzi.
Fin da subito i suoi legali avevano contestato "integralmente" la legittimità della decisione, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa giudiziaria, comprese eventuali azioni cautelari e d'urgenza, per ottenere la cessazione degli effetti della decisione e il ripristino della situazione precedente, oltre a un eventuale risarcimento danni.
"Il mio grande direttore Roberto Morrione, che mi ha insegnato a tenere la schiena dritta e ritenere completamente unico editore di riferimento il pubblico che paga il canone, diceva 'Fai quel che devi, accada ciò che può'". Scriveva Ranucci sui social, commentando la notizia della presenza del ricorso presentato al Tribunale di Roma dopo la rimozione dalla conduzione di Report.
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