“Stop al diritto di veto al consiglio europeo”, Forza Italia dice sì ma palazzo Chigi non ci sta: “Non si tocca”. E il voto salta
Il diritto di veto nelle istituzioni europee spacca ancora la maggioranza. Facendo saltare il voto alla Camera. Alla vigilia delle comunicazioni di Giorgia Meloni in Parlamento in vista del Consiglio Europeo, la destra decide di rinviare il voto sulla mozione sul diritto di veto in Ue per uno scontro tra Fratelli d’Italia e Lega da una parte e Forza Italia dall’altra. I partiti di Meloni e Salvini sono da sempre favorevoli a tenere il diritto di veto, quello di Tajani è invece per toglierlo per evitare il blocco di Paesi come l’Ungheria.
La scorsa settimana, durante il voto sulla legge elettorale, il ministro degli Affari Europei Tommaso Foti aveva riunito i capigruppo e i responsabili dei partiti di maggioranza per trovare un accordo. Al tavolo Enrico Costa (Forza Italia), Gian Giacomo Calovini (Fratelli d’Italia), Stefano Candiani (Lega) e Maurizio Lupi (Noi Moderati). In prima battuta si trova un accordo su una mozione generica da contrapporre a quella del centrosinistra: si prevede, in maniera annacquata, di “monitorare” l’evoluzione dei lavori delle istituzioni europee per capire se andare verso un superamento del diritto di veto. L’accordo c’è e d’altronde non impegna nessuno: è una mozione e molto generica.
Lunedì, però, da Palazzo Chigi impongono il passo indietro: la mozione viene riscritta inserendo dei riferimenti al fatto che il diritto di veto non dovrà essere superato e che serve la tutela degli Stati nazionali nelle istituzioni europee. Niente da fare: Forza Italia fa sapere che non potrà votarla e che ne presenta una autonoma. Il voto salta, rinviato a data da destinarsi.
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