Messico, uccisero due fratelli surfisti australiani e un amico americano durante una rapina: condannati tre uomini
Sono stati condannati da un tribunale messicano i tre uomini ritenuti colpevoli degli omicidii di due fratelli surfisti australiani e del loro amico statunitense, avvenuti nel 2024 a Ensenada, città a sud di Tijuana (Messico). Le vittime si chiamavano Jake e Callum Robinson, rispettivamente di 30 e 33 anni, e Carter Rhoad, 30 anni: i tre si trovavano in Messico per una vacanza dedicata al surf. Furono aggrediti il 27 aprile 2024 e i loro cadaveri gettati in un pozzo naturale in cima alla scogliera. Sul corpo, furono ritrovate ferite da arma da fuoco. Secondo l’accusa si era trattato di una rapina finita male.
Jesús “El Kekas” Gerardo, Irineo Francisco e Ángel Jesús – per i quali l’accusa ha chiesto 210 anni di carcere cadauno, nonostante la pena massima prevista nella Bassa California, lo Stato dove si sono compiuti gli omicidi, sia di 60 anni – sono stati ritenuti colpevoli di omicidio con premeditazione al termine di un processo durato oltre un mese. La sentenza definitiva deve ancora essere emessa. I tre uomini sono legati al cartello messicano e hanno agito con una complice: Ari Gisell, già precedentemente condannata a 20 anni di carcere per il suo ruolo nell’omicidio.
Giunta con il marito dall’Australia per seguire il processo, la madre delle vittime Debra Robinson è scoppiata in lacrime alla lettura del verdetto di colpevolezza. In una dichiarazione a nome della famiglia, il padre Martin Robinson ha affermato che, “sebbene nessun verdetto potrà mai riportare indietro i nostri ragazzi o alleviare il dolore straziante della loro perdita”, le condanne rappresentano “un passo importante verso la giustizia e l’assunzione di responsabilità”.
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