Legge elettorale, Magi al 6° giorno di sciopero della fame. Sit-in di +Europa davanti a Palazzo Chigi: “Meloni con la fiducia impedisce ad Parlamento di esaminare la riforma”
“Non c’è un provvedimento in scadenza, non è un decreto, se si fosse approvata la legge elettorale anziché entro il 10 ottobre, entro la fine del mese non sarebbe accaduto nulla. L’unico motivo pienamente politico e non regolamentare per cui hanno messo la fiducia è evitare inciampi, evitare incidenti alla maggioranza”. Riccardo Magi, così spiega i motivi che lo spingono a proseguire la sua protesta contro la riforma del sistema di voto.
“Noi consideriamo questa legge antidemocratica che trasforma una minoranza una maggioranza schiacciante all’interno del Parlamento. Ma c’è un aspetto che riteniamo inaccettabile ed intollerabile – spiega il segretario di +Europa – ed è lo sbarramento alla competizione elettorale: 450mila firme per i nuovi partiti e non riguarda noi”. Un numero abnorme di firme “sono più dei voti che hanno preso alcune forze politiche dell’attuale maggioranza, che oggi siedono in Parlamento e che voteranno questa legge elettorale. In più – continua Magi – si vieta di utilizzare la firma digitale”. “In molti mi chiedono ma chi te lo fa fare? Questo segnerebbe l’avvio della nostra Democrazia a diventare qualcosa di diverso e quando questo accade, nella storia, spesso avviene nell’indifferenza, nel silenzio, nelle aule vuote come l’Aula della Camera che oggi era completamente vuota mentre il governo metteva la fiducia” conclude Magi.
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