Ustica, il gip dice "no" all'archiviazione. La Francia: "Mai negata collaborazione"

Accogliendo la richiesta del procuratore Francesco Lo Voi, il Gip di del Tribunale di Roma, Livio Sabatini, ha disposto la restituzione degli atti relativi all'indagine sulla strage di Ustica - due procedimenti contro ignoti, aperti nel 2008 e nel 2022, poi riunificati - revocando la richiesta di archiviazione presentata nel marzo 2025.
Alla base della scelta, la nota verbale con cui l'ambasciata francese aveva comunicato alla Farnesina la disponibilità a trasferire agli archivi italiani la documentazione relativa alla tragedia, compresi atti del ministero della Difesa francese, riferiti a un arco temporale che arriva fino alla metà degli anni Novanta.
Nell'ordinanza del Gip di Roma, però, su questo punto si legge: "L'Ambasciata di Francia tiene a precisare che le autorità francesi non sono a conoscenza di alcuna richiesta di mutua assistenza giudiziaria in sospeso e che sarebbero molto grate alle autorità italiane di precisare se, da parte loro, dovessero individuare richieste in sospeso". "L'Ambasciata francese - si legge ancora - precisa che due documenti sono stati trasmessi nel 1986 e nel 1990 dal ministero della Difesa francese a quello italiano, e si esclude espressamente qualsiasi pregressa resistenza nel fornire l'assistenza giudiziaria".
Con la restituzione degli atti alla Procura, l'inchiesta può dunque proseguire. Saranno ora i magistrati a valutare il materiale disponibile e gli eventuali ulteriori accertamenti da svolgere. La strage di Ustica risale alla sera del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 dell'Itavia in volo da Bologna a Palermo precipitò nel mar Tirreno: morirono tutte le 81 persone a bordo.
La vicenda è da decenni al centro di accertamenti giudiziari e di richieste di verità da parte dei familiari delle vittime. Tra le ipotesi sulla dinamica, c'è quella di un coinvolgimento di velivoli militari in uno scenario di battaglia aerea. La prosecuzione dell'inchiesta rappresenta un nuovo passaggio nella ricerca di risposte.
"Ci auguriamo che gli sforzi profusi alla ricerca della verità non siano ancora una volta mortificati dalla nebulosità delle risposte precedentemente attuate dalla Francia - ha commentato Daniele Osnato, avvocato che rappresenta dei familiari delle vittime -. Confido vivamente che la vicenda sia definita in tempi brevi e che la magistratura possa finalmente ottenere giustizia”.
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