Minacce alla pm Cerreti, il vicepresidente del Csm a Milano per portare vicinanza: l’incontro con i magistrati di “Hydra”
Una visita riservata per esprimere solidarietà ad Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, i due pm titolari del maxi-processo Hydra sul “consorzio” tra le mafie storiche al nord. Lunedì, a quanto apprende il Fatto, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Fabio Pinelli si è recato appositamente in Procura a Milano per incontrare i due magistrati della Direzione distrettuale antimafia, a pochi giorni dal danneggiamento dell’auto di scorta di Cerreti. L’incontro, alla presenza del procuratore capo Marcello Viola, si è svolto nel primo pomeriggio ed è terminato poco prima delle 16. Pinelli, avvocato eletto al Csm in quota Lega, ha espresso ai due pm la “vicinanza personale e dell’istituzione”, ringraziando per loro tramite tutte le toghe impegnate nella lotta alla criminalità organizzata. Il vicepresidente ha voluto citare anche il procuratore nazionale Antimafia Gianni Melillo e la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo (FdI), ringraziandoli per lo “straordinario lavoro”.
Martedì 15 settembre il finestrino dell’auto di scorta di Cerreti è stato trovato sfondato da tre colpi di un oggetto contundente, probabilmente un martello. Sul caso è stata aperta un’indagine per danneggiamento trasmessa alla Procura di Brescia, competente sui reati che coinvolgono magistrati del distretto di Milano. Solo un anno fa, le stesse auto di scorta della pm erano state oggetto di un inseguimento in autostrada da parte di un Suv nero mai identificato. Nel weekend, ospite di un convegno dell’associazione Libera, la procuratrice generale di Torino Lucia Musti ha speso parole dure sull’ultima intimidazione alla collega, a suo parere sottovalutata: “Mi viene da dire che forse, se un evento di simile portata si fosse verificato in danno di un magistrato che opera a sud di Roma, avrebbe avuto maggiore risonanza, e forse se il magistrato fosse appartenuto al genere maschile, avrebbe avuto maggiore risonanza”.
In questo senso la visita di Pinelli può essere collegata anche alle polemiche su una recente delibera del Csm, che ha limitato al Sud (e a Roma) i territori ad “alta densità mafiosa” dove l’esperienza antimafia costituisce titolo preferenziale per otttenere l’incarico di procuratore. Una scelta a cui Cerreti stessa è sembrata fare riferimento in Aula durante il maxi-processo: “La storia dell’inchiesta Hydra nasce dalla lupara bianca di Gaetano Cantarella e ciò dimostra che in Lombardia la mafia non è silente, ma estrinseca la sua forza con omicidi, minacce ed estorsioni”, ha detto.
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