ESPNBreaking down the engine fiasco in MalaysiaRTP Desporto18h30 Cristiano Ronaldo regressaThe Jerusalem PostCan Pakistan-Israel ties exist? Yes, if the perpetual Palestinian conflict ends – opinionBollywood HungamaFire breaks out near the sets of Pati Patni Aur Panga and MTV Hustle 5, no casualties reportedESPN DeportesMedvedev, descalificado por pegarle a un espectadorInquirerTrillanes vindicated anew? AMLC says Carpio firm got P319-M from ChinaComplete SportsRAFA Corporation Signs Three-Year Shirt Sponsorship With Kano Pillars, Announces Plans For RAFA Football AcademyRadio TimesCaroline Frost: 'It helps to be less emotional about being BBC director-general'20 MinutenWird Rickli Bundesrätin, fehlen in Zürich fünf Regierungsräte7sur728 emplois supprimés au site Jindal de Virton: l’usine à l’arrêtZDF heuteAktuelle Pressemitteilungen des ZDFVariety‘I, Addict’ Creator Javier Giner Unpacks ‘This Solitude,’ a Film ‘About ‘Those Who Keep Functioning While Something Inside Them Is Falling Apart’
The Daily Newsstand · Free, Always
Monday, October 5, 2026

Israele, lo Shin Bet lancia l’allarme per nuovi attacchi di Hamas. Uk: “Se Israele non revoca la chiusura del nostro consolato espelliamo 27 diplomatici di Tel Aviv”

Translate

Israele, lo Shin Bet lancia l’allarme per nuovi attacchi di Hamas. Uk: “Se Israele non revoca la chiusura del nostro consolato espelliamo 27 diplomatici di Tel Aviv”

Icona dei commenti Commenti

Il rischio di nuovi attacchi di Hamas e una pressione diplomatica crescente da parte di alcuni degli alleati internazionali. Con questo, e non solo, deve fare i conti Israele avvicinandosi alle prossime elezioni del 27 ottobre. A lanciare l’allarme è lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, secondo cui il partito armato palestinese sta progettando un’offensiva o un rapimento mirato di soldati in vista del voto. Mentre dalla Gran Bretagna, in risposta alla decisione di Tel Aviv di chiudere il consolato del Regno a Gerusalemme, il governo di Andy Burnham minaccia l’espulsione di 27 diplomatici dello Stato ebraico.

A poche ore ormai dall’anniversario del 7 ottobre, con il dibattito ancora vivo interno al Paese sulla necessità di una vera indagine indipendente che stabilisca le reali responsabilità riguardo alle falle della sicurezza interna, arriva un nuovo allarme per possibili attacchi da parte di Hamas. A lanciarlo è direttamente il capo dello Shin Bet, David Zini, nel corso di una riunione a porte chiuse del gabinetto di sicurezza israeliano. In un contesto di tensione ancora elevato sia sul fronte iraniano sia su quello di Gaza, ha spiegato il direttore, Hamas deve essere considerata un’organizzazione ancora in grado di sferrare attacchi letali nel Paese e starebbe progettando un’operazione a forte impatto mediatico anche grazie al risalto che potrebbero dargli le imminenti elezioni politiche. L’ipotesi è quella anche di rapimenti mirati di soldati israeliani.

Secondo Zini, per portare a termine i suoi piani, il Movimento Islamico di Resistenza starebbe pensando anche ad attacchi in collaborazione con altri alleati dell’Iran, come ad esempio gli Houthi dello Yemen. Resta il fatto, stando almeno ai report dell’intelligence israeliana, che lo spazio per programmare attacchi di tale portata rimane limitato: il 95% dei tunnel già individuati tra la cosiddetta Linea Gialla e il confine è stato sgomberato, sostengono.

Da parte sua, il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, ha assicurato che l’esercito è in “modalità di prevenzione continua” per evitare nuovi incidenti. Nel corso della riunione, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che l’obiettivo israeliano a Gaza resta l’eliminazione di Hamas. E il suo “disarmo totale” è anche la condizione imprescindibile per l’inizio della fase due del piano di pace elaborato dal Board of Peace e, al momento, bloccato proprio a causa del veto di Tel Aviv. “Li stiamo colpendo duramente e continueremo a colpirli, ma il nostro obiettivo è l’eliminazione”, ha ribadito Netanyahu.

Lo scontro con Londra

Non si placa invece la crisi diplomatica tra la Gran Bretagna e Israele scoppiata dopo la decisione dello Stato ebraico di ordinare la chiusura, in vigore dal prossimo giovedì, del consolato del Regno a Gerusalemme dopo la decisione di 12 Paesi, tra cui quello guidato da Andy Burnham, di bandire i prodotti provenienti dalle colonie nei Territori Occupati. Londra, attraverso l’ambasciatore britannico Simon Walters, ha trasmesso alle autorità israeliane un messaggio secondo cui, se Israele non revocherà la decisione, la risposta sarà l’espulsione di 27 diplomatici israeliani dall’ambasciata di Londra, si legge in un messaggio trasmesso dal Regno Unito a esponenti israeliani e pubblicato da Ynet.

Il quotidiano israeliano riporta fonti a conoscenza della questione secondo cui i britannici sono rimasti sconcertati dalla decisione israeliana e sorpresi dalla sua portata e, soprattutto, dal breve preavviso concesso: 30 giorni per lasciare Israele. A titolo di confronto, la Russia aveva concesso alla Gran Bretagna quattro mesi per chiudere il consolato di San Pietroburgo in risposta a una vicenda di spionaggio tra i due Paesi.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.