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Thursday, October 8, 2026

Carburanti, incontro governo-raffinerie: imprese "disponibili a valutare l'aumento della produzione"

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Un incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy fra il ministro Adolfo Urso, il suo collega all'Ambiente e alla sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin e i rappresentanti delle 13 raffinerie che operano  in Italia (10 tradizionali, 2 bio e una, Livorno, in conversione al bio). 
L'obiettivo: esaminare la situazione della produzione di raffinati in Italia e la possibilità di aumentare la produzione nel momento in cui il prezzo dei carburanti sale in tutto il mondo

Aspettiamo "la ricognizione dello stato della situazione. Noi siamo un Paese che ha ancora le raffinerie e una produzione sufficiente a livello nazionale, tolte alcune specialità tipo il jet fuel. Ma è chiaro che quello che viene raffinato va anche all'esterno: dobbiamo farci un'idea di questo quadro" ha dichiarato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin arrivando al Mimit.

“Con il tavolo di oggi dobbiamo individuare insieme cosa fare da subito, in Europa e in Italia, per aumentare la produzione nazionale, soprattutto per quanto riguarda i carburanti come il jet fuel, su cui si stanno manifestando le maggiori criticità”. È quanto avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aggiungendo che "in questi anni abbiamo preservato le nostre raffinerie, mentre in Europa continuavano a chiuderle, come dimostra quanto fatto per l’Isab di Priolo e in occasione dei passaggi di proprietà di Saras e IP. Ora è necessario fronteggiare l’emergenza.Dobbiamo farlo subito, indicando all’Europa la strada giusta: le raffinerie sono un settore strategico”.

Alla riunione sono stati invitati a partecipare, l’Unem (Unione Energie per la Mobilità), i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.

Murano (Unem): “La raffinazione deve diventare settore strategico”

"Bisogna inserire la raffinazione europea in un comparto di settore strategico che va tutelato, vanno quindi evitate chiusure che poi possono comportare mancanza di prodotto. Questo deve essere fatto con un regolamento europeo, che oggi non c'è. Anzi è il contrario, nel senso che quello che si si prevede, o che si è previsto fino a ieri, è che le raffinerie si potevano chiudere, tanto saremmo andati tutti con le vetture elettriche. Purtroppo non è così". Lo ha detto Gianni Murano, presidente dell'Unem, l'associazione di categoria dei petrolieri, al termine dell'incontro al ministero delle Imprese fra i ministri Urso e Pichetto e le società di raffinazione.   

Per Murano "bisogna uscire da un consesso emergenziale e far diventare la raffinazione un settore strategico europeo che serve oggi, che serve domani, ma che servirà anche dopo domani". Far diventare un settore strategico la raffinazione per Murano significa "individuare quelli che possono essere i regolamenti e le misure che consentano ad una raffineria di operare anche quando i margini non sono quelli di oggi, quando i margini magari sono più bassi, o cercare di capire come proteggere la domanda europea, come viene viene fatto per altri settori".

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