Lite tra vannacciani a Vicenza, si dimette il direttivo di Thiene: “Ci hanno imposto il candidato sindaco”. Joe Formaggio: “Volevano un posto alle Comunali”
Un referente vicentino del partito di Vannacci lascia in polemica e tuona: “Futuro nazionale è un partito come gli altri. Parlano tanto di meritocrazia, poi nei coordinamenti locali mettono vecchi politici usciti da altri partiti. Dove sta la meritocrazia? Lì dentro c’è sudditanza, non c’è militanza”. Se lo dice un oppositore, è un conto. Se a dirlo è un ex fedelissimo di Vannacci, che si è speso per portare tesserati e volti nuovi nel movimento, è un altro discorso. Enrico Santini, 46 anni, ha lasciato il ruolo di referente del Comitato costituente 683 a Thiene, in provincia di Vicenza, 24mila abitanti (e 200 tesserati in pochi mesi): assieme a lui, si sono dimessi tutti gli altri cinque membri del direttivo thienese e anche qualche sostenitore ha lasciato la tessera.
Il motivo? “I vertici regionali ci avevano promesso una certa autonomia in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno – dice Santini a ilFattoQuotidiano.it – ora invece ci hanno imposto il candidato sindaco, ordinandoci di scegliere un tesserato del partito, anziché una figura vicina alle istanze del territorio. Per me, essere uomo di destra vuol dire anche rispettare gli impegni presi: non lo hanno fatto. Noi ci siamo dimessi e non siamo gli unici”. Di recente, il partito dell’ex generale ha salutato alcuni dirigenti a Matera, Asti, Lecco, Pescara e in Calabria. Ora succede a Thiene, tra i comuni più importanti del Vicentino chiamati al voto nel 2027.
Santini è dispiaciuto. Da sempre a destra, ex di Forza Nuova (“quando ero giovane, poi sono cresciuto” spiega), era convinto di aver trovato il suo spazio politico in FnV. “C’era tanto entusiasmo, ora c’è tanta delusione – continua – i primi dubbi sono arrivati quando ho visto le nomine dei coordinamenti provinciali, sono politici usciti da altri partiti: a Vicenza Joe Formaggio da Fratelli d’Italia, a Verona Stefano Valdegamberi dalla Lega, a Treviso Mariangelo Foggiato sempre dalla Lega, in Friuli l’ex leghista Gianangelo Bof”. Secondo il fuoriuscito, la logica sarebbe chiara. “Il partito prevale sul paese. Io invece penso solo alla mia città. L’abilità politica non si misura sull’obbedienza a un diktat”.
Così punta il dito contro Formaggio, volto noto della destra vicentina, ex consigliere regionale in Veneto con FdI. “Non abbiamo avuto interlocuzioni con lui, lo abbiamo invitato a una nostra iniziativa e non si è presentato. Ora andrà nei banchetti in cui gli dicono ‘sissignore’. Si è fatto vivo solo nei giorni della spaccatura”. Lo stesso Formaggio ha risposto sui social dicendo che Santini e gli altri membri del direttivo thienese cercavano un posto sicuro alle prossime comunali. Quindi si sarebbero fatti da parte per ripicca? “Lui mi attacca, ma sta girando la frittata” dice Santini. “Loro vanno in cerca di poltrone. Se fossi stato zitto e avessi detto sempre di sì, forse avrei trovato qualche carica”.
Formaggio ha replicato con un comunicato stampa: “Prendiamo atto e ringraziamo del lavoro svolto i quattro del direttivo del comitato costituente 683 e auguriamo loro buona continuazione da civici. Vogliamo ricordare che FnV non è un partito che serve per ambizioni personali e accordi prematuri sotto banco. Non ci risulta ci siano problemi con i tesserati di Thiene la cui maggioranza non è nemmeno iscritta al comitato 683. Nei prossimi giorni si procederà a creare e a strutturare il Circolo cittadino che sarà delegato a valutare il meglio sia per le comunali del 2027 che per la politica del territorio”. E infine: “In questi giorni stiamo incontrando imprenditori, professionisti e nuovi iscritti che non si erano avvicinati a FnV per la non sintonia con i quattro. Infine FnV sarà pronto a dare il suo contributo per le Comunali del ’27 . Di chi non c’è si è sempre fatto a meno”.
L’ex referente di Fnv conclude con una nota amara. “Io mi aspettavo gente nuova a condurre la nave, non l’ho trovata. Dispiace per tutto l’impegno che io e il direttivo ci abbiamo messo, ma siamo convinti che in una piccola città debbano prevalere le logiche di quel paese, non del partito”. Così, si è rotto qualcosa con i vertici provinciali. “Da un partito di vera destra mi sarei aspettato onestà, coerenza e rispetto per la parola data: in Futuro nazionale non è stato così”.
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