“Era forse la persona più vitale che avessi conosciuto: era un vulcano, forse troppo. Negli ultimi anni lo incontrai in palestra, non si riconosceva più”: così Beatrice Luzzi ricorda Paolo Calissano a “La volta buona”
Mentre sta per iniziare il processo contro il suo amministratore di sostegno, per cui è stato aperto un procedimento per peculato, falso ideologico, omissione di atti d’ufficio e circonvenzione di incapace, a “La volta buona” nella puntata di lunedì 28 settembre è arrivato un ricordo intimo e personale di Paolo Calissano, l’attore scomparso il 29 dicembre 2021 in seguito a un’intossicazione di farmaci antedepressivi.
Ospite di Caterina Balivo era infatti Beatrice Luzzi, che con Calissano ha condiviso per tre stagioni il set della soap opera di Canale 5 “Vivere”. “Era forse la persona più vitale che conobbi. Aveva tante competenze: si era laureato a Boston, era un attore, era un imprenditore, veniva da una famiglia agiata e aveva avuto tantissime esperienze. Era un vulcano, forse troppo” ha spiegato l’attrice.
Luzzi ha quindi cercato di chiarire: “Sapeva fare troppe cose, si interessava di troppe cose, raccontava troppe cose e voleva sempre più emozioni. Arrivava sul set: ‘La luce è sbagliata, quella me la metti qua, tu spostati un attimo’. Aveva anche ragione, ma forse aveva un cervello troppo vivo e quindi probabilmente ha cominciato a spegnerlo un po’ per adeguarsi, ma poi ha esagerato”.
Calissano, infatti, scontò una pena per omicidio colposo in seguito al ritrovamento di una donna che aveva perso la vita in casa sua dopo un’overdose di cocaina. Da quell’episodio verificatosi nel 2005 Calissano non seppe più rialzarsi e la sua carriera da attore stentò a riprendere. “Costanzo cercò di aiutarlo a risalire, ma non ce la fece” ha ricordato Luzzi.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.