"Conoscenza che connette", le sculture di Cecchini tra arte e natura

Tra alberi secolari, sentieri e collezioni botaniche, l'arte contemporanea trova un nuovo spazio di dialogo con la natura. All'Orto Botanico di Roma, fino a domenica 25 ottobre, quattro sculture monumentali in acciaio inox di Loris Cecchini compongono l'installazione "Conoscenza che connette. La forma delle relazioni", iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitale nell'ambito delle celebrazioni per il suo venticinquesimo anniversario.
Dopo la tappa milanese all'Orto Botanico di Brera, il progetto approda nella Capitale grazie alla collaborazione con Sapienza Università di Roma e alla curatela di Valentino Catricalà.
Per l'artista milanese, la scelta dei due orti botanici non è casuale. Questi luoghi rappresentano infatti un vero e proprio "museo vivente", dove piante, alberi, suolo e microrganismi costruiscono ogni giorno reti di relazioni complesse. Le quattro opere esposte, Waterbones, Sequential Interactions in Alfalfa Chorus, Arborexence e Airborne, riflettono proprio questa logica: elementi autonomi che, connettendosi tra loro, danno vita a sistemi più articolati. Le sculture, spiega Cecchini, non vogliono essere corpi estranei nel paesaggio naturale ma "uno specchio" capace di rendere visibili i legami nascosti che uniscono gli organismi viventi. Per questo, aggiunge l'artista, "l'arte è uno strumento per conoscere".
La connessione è anche il filo rosso che lega il progetto alla Fondazione Mondo Digitale. Cecchini osserva come ogni modulo delle sue opere abbia un significato limitato se considerato singolarmente, mentre acquista forza quando entra in relazione con gli altri elementi. Una metafora che richiama il lavoro svolto dalla Fondazione nel mettere in rete studenti, insegnanti, scuole, università e imprese, affinché "la conoscenza generi maggior valore proprio nelle relazioni".
A Milano come a Roma, il pubblico ha risposto con interesse alle visite guidate e alle attività rivolte a scuole e famiglie. L'artista racconta di studenti incuriositi e partecipi, spesso al loro primo incontro con l'arte contemporanea fuori dagli spazi tradizionali del museo. In un contesto aperto come l'Orto Botanico, sottolinea, anche opere complesse diventano facilmente accessibili: "quello che altrove resta un codice specialistico diventa esperienza condivisa".
L'iniziativa si inserisce nelle celebrazioni dei 25 anni della Fondazione Mondo Digitale, nata a Roma nel 2001 come Consorzio Gioventù Digitale. In un quarto di secolo la Fondazione ha promosso inclusione tecnologica, innovazione sociale e formazione, coinvolgendo scuole, università, imprese e istituzioni. Il progetto "Conoscenza che connette" ne sintetizza la visione: creare relazioni tra persone, competenze e territori affinché la conoscenza diventi uno strumento di crescita condivisa.
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