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Saturday, September 26, 2026

Brasile al voto, l'ombra di Trump sulla sfida tra Lula e Bolsonaro Jr

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Trump punta a fare filotto in Sudamerica. Dopo Argentina, Cile, Perù e Colombia, il tycoon domenica prossima punta a 'vincere' anche in Brasile: un risultato che lo porterebbe a dominare su tutta la regione sul piano politico-militare come su quello economico. E' questa di fatto la posta in gioco nelle presidenziali del Paese più grande e potente del continente, l'ultimo guidato ancora da un progressista. Una sfida che si annuncia molto incerta, con una sfida all'ultimo voto tra Lula e Flavio Bolsonaro.

Circa 160 milioni di brasiliani decideranno se confermare alla presidenza l'ex sindacalista 80enne, icona della sinistra mondiale, cattolico, in cerca del suo quarto mandato, o affidarsi a Flavio, avvocato 45enne, evangelico, ricchissimo, leader della destra trumpiana e figlio maggiore di Jair, ex presidente ai domiciliari con una condanna di 27 anni per la sua partecipazione al tentativo di golpe nel 2023. Se nessuno dei due, come appare probabile, otterrà la maggioranza assoluta dei voti, si andrà al ballottaggio il 25 ottobre.

Due candidati agli antipodi, non solo politicamente, ma anche per storia personale. Luiz Inácio Lula da Silva è nato da una famiglia povera e analfabeta in una zona rurale nel Pernambuco.

Settimo di otto figli s'è traferito molto piccolo a San Paolo dove a soli 14 anni cominciò a lavorare come operaio metalmeccanico. A 19 anni perse il mignolo della mano sinistra per un incidente alle presse. Nei difficili anni della dittatura divenne leader nazionale del sindacato. Nel 1980, insieme a Chico Mendes, fondò il Partito dei Lavoratori (Pt).

L'anno dopo, è nato a Flavio Bolsonaro, da una famiglia molto agiata di Rio. Avvocato, molto giovane seguì le orme politiche del padre, eletto prima deputato statale poi senatore nazionale. Nel 2016 si candidò a sindaco di Rio ma si piazzò al quarto posto con il 14%. Nel dicembre del 2025 il grande passo: l'annuncio della sua candidatura come sfidante di Lula alle presidenziali.

Il Brasile arriva al voto dopo una campagna elettorale molto dura, segnata da pesanti scandali giudiziari e interferenze straniere. Da mesi non si parla d'altro che della potenza corruttiva del finanziere Daniel Vorcaro e del fallimento del suo Banco Master. Negli ultimi anni è stato in grado di foraggiare buona parte dell'establishment politico ed economico del Paese. Se a maggio le presunte connessioni con Vorcaro avevano molto danneggiato Flavio Bolsonaro, tuttora indagato per finanziamenti illeciti, più recentemente l'attenzione si è concentrata sui rapporti del banchiere con Alexandre de Moraes, giudice del Supremo Tribunale Federale, lo stesso che condannò Bolsonaro padre.

Ma a parte gli scandali, la disputa tra i due candidati è sul concetto di sovranità nazionale e i rapporti con Washington.

Flavio ha già annunciato che in caso di vittoria il Brasile entrerà a far parte dello 'Scudo delle Americhe', l'iniziativa promossa da Trump a cui hanno già aderito Argentina, Bolivia, Cile, Ecuador e Paraguay. Nata sulla carta per combattere meglio il narcotraffico e la criminalità organizzata, secondo molti critici, questa alleanza avrebbe un grande valore anche militare, insomma sarebbe uno strumento con cui gli Usa puntano ad aumentare la loro influenza nelle regione. Ma in gioco c'è soprattutto il controllo delle terre rare, di cui il Brasile è ricchissimo, come delle risorse idriche, anche quelle sempre più strategiche. Ed è proprio puntando sull'orgoglio nazionale che Lula sta cercando di mobilitare il suo elettorato. "Noi siamo il cortile di casa di nessuno", ha detto a gran voce all'assemblea dell'Onu. Uno sforzo appoggiato anche da Bad Bunny. Il più importante rapper del momento ha voluto regalare al candidato progressista i diritti di una sua canzone che compare rivista, con parole diverse, in uno spot virale sui social e che recita così: "Vogliono prendersi il nostro fiume e anche la spiaggia. Vogliono le terre rare. E che la gente se ne vada. Non lasciare la bandiera. E non fartela sfuggire di mano. Non voglio che ti facciano ciò che fanno là fuori". 

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