Dieci anni fa il terremoto di Amatrice, Meloni alla commemorazione: "Acceleriamo"

"Rinascere. E' la prospettiva, bellissima e impegnativa per tutti, che accompagna questo ricordo doloroso del terremoto, della morte e della distruzione che ha causato". Cosi' il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, nell'omelia della messa celebrata presso l'area Sae di Pescara del Tronto, ad Arquata del Tronto (Ap), in occasione del decimo anniversario del sisma che colpi' il Centro Italia.
"Rinascere: non è un auspicio!", ha sottolineato Zuppi. "Il cristiano spera, non è un ottimista. Crede nella Provvidenza, non e' fatalista e quindi lotta con tutto se stesso e combatte la rassegnazione, sottile veleno che rende tutto impossibile, inutile o troppo difficile". "Vogliamo rinascere anche per onorare chi non c'e' piu', perche' qui ci sono le radici e conservarle richiede diano nuovi frutti. E quanti germogli che proprio per questo vanno aiutati!", ha aggiunto Zuppi.
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Mattarella: “Ricostruzione è impegno complesso, serve ultimarla velocemente”
"Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l'impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia". Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione.
Il tempo sospeso - Ritorno ad Amatrice (Video)
Meloni sui social: “Su ricostruzione c'è stato cambio di passo”
"In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social, in occasione del decimo anniversario del sisma nel Centro Italia.
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La veglia di commemorazione
"Per la decima volta - hanno detto durante la veglia le voci al microfono - vogliamo ancora essere qui semplicemente per dire che ci siamo, ci siamo per chi non c'è più, ci siamo per chi c'è ancora e ci siamo per questa terra che ha diritto a rinascere e a brillare di nuovo di luce propria, per la sua bellezza, per la sua storia e per la sua tradizione, e non perché vittima di un terremoto".
Cittadini e familiari delle vittime hanno traversato il nuovo corso che gira intorno alla torre civica, rimasta miracolosamente al suo posto. "Le fiaccole - ha detto un volontario della Croce Rossa durante la veglia - che illuminano i passi di questo piccolo pellegrinaggio, stanno a rappresentare il bisogno di luce nelle tenebre in cui l'evento del terremoto ha gettato questa comunità".
L'attuale sindaco, Giorgio Cortellesi, non se la sente di rilasciare dichiarazioni. Il tempo delle parole sarà nel pomeriggio, con le celebrazioni ufficiali e la messa alle 17 del cardinale Zuppi, alla presenza della premier Giorgia Meloni.
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Una serie di scosse, la più forte di magnitudo 6 alle 3:36 del mattino. 303 morti
Il 24 agosto di dieci anni fa il tempo si fermò sull'Appennino centrale al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.
Una serie di violente scosse di terremoto - la più forte, quella di magnitudo 6.0 registrata alle 3.36 del mattino tra Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto - ha distrutto borghi, spezzato vite, cancellato la storia. Saranno più di 300 i morti totali, 250 dei quali nella sola provincia di Rieti. Di questi, 239 ad Amatrice, luogo-simbolo di una tragedia che ancora oggi, dopo un decennio, mostra i tagli di una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi del tutto.
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