Chi è Dana White, il manager dell’UFC che Trump vuole come portavoce alla Casa Bianca
Donald Trump continua con i cambiamenti nella sua amministrazione dopo la batosta subita alle elezioni di Midterm, con i Repubblicani che hanno perso il controllo sia della Camera che del Senato. Dopo la nomina del controverso Stephen Miller a capo di gabinetto - una posizione di enorme influenza in seno al governo americano - adesso il presidente ha deciso di imprimere un’ulteriore svolta: ha infatti annunciato di aver chiesto al numero uno dell'Ultimate Fighting Championship Dana White di essere il portavoce della Casa Bianca.
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Che cosa ha detto Trump
In un post su Truth, Donald Trump ha detto di aver chiesto a Dana White “di portare con sé dei collaboratori, alcuni dei quali non provengono dal nostro Paese. Abbiamo bisogno di queste persone per difenderci dalla sinistra folle. Dana, ti prego, accetta l'incarico”. Si tratta di una proposta che ha causato subito interrogativi: White infatti è un fedelissimo del commander-in-chief ma rappresenta una scelta insolita per un incarico così delicato proprio mentre i rapporti di Trump con i media non sono dei migliori.
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Chi è Dana White
Dana White - il cui nome completo è Dana Frederick White Jr. - ha 57 anni ed è nato a Manchester nel Connecticut il 28 luglio del 1969. Deve la sua notorietà a livello internazionale all’Ultimate Fighting Championship (UFC), la più grande compagnia di arti marziali miste al mondo, di cui è presidente dal 2001 e amministratore delegato dal 2023. È anche un amico di lunga data di Trump, da più di 25 anni.
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Dana White e Donald Trump
White ha supportato il presidente in carica, anche partecipando negli anni a diverse convention dei Repubblicani. Lo scorso 14 giugno, per celebrare l'80° compleanno di Trump, ha organizzato un evento UFC alla Casa Bianca: "È uno dei miei migliori amici," ha detto Dana White a Espn a maggio scorso riferendosi proprio a Donald Trump. "Siamo amici da 25 anni e il nostro rapporto si rafforza ogni anno".
Trump, l’UFC e il wrestling
Come detto, Dana White e Donald Trump sono amici da molto Trump e il manager dell’UFC ha supportato l’attuale presidente degli Stati Uniti in diverse occasioni. L’Ultimate Fighting Championship è inoltre parte del TKO Group Holdings, gruppo nato dalla fusione proprio tra l’UFC e la WWE, la più grande compagnia di wrestling del mondo che in passato ha avuto stretti rapporti con l’attuale presidente degli Stati Uniti: Trump ha persino preso parte nel 2007 a Wrestlemania, il flagship show della compagnia.
Donald Trump in WWE - ©Getty
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Cosa farà Dana White
Interpellato dai giornalisti durante una conferenza stampa a Londra, il presidente della UFC non ha chiarito se intenda accettare o meno la proposta. White ha dichiarato però di essere diretto a Washington, e di avere un incontro con Trump fissato per lunedì. Alla domanda su come potrebbe conciliare un eventuale incarico con i numerosi impegni professionali, ha risposto: "Ho già tanti lavori".
La reazione del manager dell’UFC
Non è dunque chiara quale sia la posizione di Dana White in merito all’offerta di Trump. Secondo la CNN il numero uno dell'Ultimate Fighting Championship avrebbe declinato la proposta, anche se lo stesso White - non è chiaro se in modo ironico - ha pubblicato un’immagine IA sul suo profilo Instagram: il contenuto lo mostra dietro il podio della sala stampa della Casa Bianca, accompagnata dalla frase "On to the next chapter", cioè "Verso il prossimo capitolo".
Screenshot di una storia pubblicata su Instagram da Dana White - L'immagine appare essere modificata o generata con l'intelligenza artificiale.
Account Instagram Dana White
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Il piano di Donald Trump
In ogni caso la richiesta di Trump a White, così come la nomina di Miller e le indagini contro i dem "spregevoli" che minacciano i repubblicani e che dovrebbero "finire in carcere", sembrano confermare l'intenzione del presidente di continuare a battersi nei prossimi due anni anche da anatra zoppa. Per continuare la sua azione il tycoon ha lasciato intendere che effettuerà altri ritocchi alla sua compagine di governo dopo la rimozione di Susie Wiles. "Mi piace la mia squadra di governo, ma forse farò qualche cambiamento", ha spiegato in un'intervista a '60 Minutes'.
Chi rischia il posto
Tra coloro che potrebbero lasciare l’amministrazione di Trump secondo rumors ci sarebbe il segretario di Stato Marco Rubio, che starebbe valutando di uscire per concentrarsi sul 2028. Però potrebbero rischiare anche i segretari all'Energia e ai Trasporti, Chris Wright e Sean Duffy. Pur essendo fedelissimi, le loro sostituzione invierebbero un segnale di cambiamento. Al sicuro invece c'è per ora capo il Pentagono Pete Hegseth, criticato in modo bipartisan in Congresso e a rischio impeachment. Trump continua ad avere fiducia in lui, così come nel segretario al Tesoro Scott Bessent. Sembra al riparo anche il ministro della sanità Robert. F. Kennedy Jr, anche se la rilevazioni pubbliche del suo ex consigliere Calley Manus stanno creando più di un mal di testa.
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