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Monday, October 5, 2026

Naza, marcia trionfale al box office: il documentario su Gaza continua a battere Hollywood

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Per Naza è una marcia trionfale al box office italiano. Dopo una settimana di programmazione, il documentario diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, che mostra le criminali confessioni di una ventina di funzionari dell’intelligence israeliana sulla distruzione di Gaza, risulta ancora primo in classifica, superando i tre milioni di euro di incassi e raggiungendo quasi 400mila presenze. E se nelle prime giornate di programmazione “evento” – 28, 29 e 30 settembre – Naza – premiato alla Mostra del Cinema di Venezia – aveva messo all’angolo sia Avengers: Endgame Extra sia l’esordio di Heart of the Beast con Brad Pitt, nel primo vero weekend di programmazione ordinaria in sala il documentario di produzione britannica ha quasi triplicato anche gli incassi dell’atteso Digger con Tom Cruise.

Certo, il kolossal eco-apocalittico della Warner è stato stroncato dalla critica e potrebbe diventare uno dei flop più clamorosi della storia recente, ma rimane un titolone con una delle star di Hollywood più amate al mondo e in Italia. Le cifre, nero su bianco, sono oggettivamente incredibili, oltre che totalmente inattese: Naza ha raccolto solo domenica 4 ottobre 417.198 euro, contro i 248.617 di Heart of the Beast. Digger è soltanto quarto, con 167mila euro, mentre Avengers: Endgame e Resident Evil sono ormai sulla china discendente, con poco più di 100mila euro di incassi a testa.

L’aspetto più interessante, però, è che mentre Naza ha davanti a sé come minimo un’altra settimana a questi livelli, il franchise Marvel, Pitt e l’horror di Cregger sembrano avere già sparato tutte le possibili cartucce. Tanto che, se Avengers e Resident Evil sono sui 3 milioni e 300mila euro complessivi, Naza ha appena varcato la soglia dei tre milioni e potrebbe superare i concorrenti già entro metà settimana. A gongolare per l’exploit di Naza è sicuramente il distributore italiano, I Wonder Pictures, che, con un costo di acquisizione per la distribuzione quasi irrisorio, si ritrova in mano una pepita d’oro che, a occhio, potrebbe arrivare a fine corsa intorno ai 5 milioni di euro.

Contattati dal FattoQuotidiano.it, al quartier generale di I Wonder si respira prudenza e, soprattutto, una sorta di attesa giorno per giorno dei numeri strepitosi che arrivano dalle circa 500 sale dove il film è proiettato. Giusto per capire la proporzione del successo di Naza per I Wonder, un paio di anni fa la società di Andrea Romeo aveva puntato, con una sorta di all-in finanziario, sull’acquisizione a cifre elevate della distribuzione di The Substance con Demi Moore, ricavando al box office poco più di 3 milioni di euro: la stessa cifra che Naza ha ottenuto in una sola settimana di sala, costando come minimo il 50 per cento in meno.

La vittoria di Naza al box office è anche un risultato politico di portata notevole, visto che non era mai capitato in Italia che in testa alla classifica si trovasse un documentario, per di più legato al genocidio palestinese. La commozione e il trasporto emotivo suscitati dal film di Abraham e Szor, del resto, sono documentati da video e fotografie provenienti dalle testimonianze sui social: lunghe file davanti ai cinema, silenzio assoluto durante la proiezione e lacrime all’uscita. Infine, va sottolineata l’assenza più evidente nel confronto tra l’exploit di Naza e i concorrenti hollywoodiani delle major che gli arrancano dietro: quella del cinema italiano. La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, sul brutale e noto omicidio di Luca Varani, è l’unico titolo italiano presente nella top ten: è ottavo con 176mila euro di incassi in tre giorni, di cui 60mila raccolti domenica, e 23mila spettatori complessivi.

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