Madre e figlie avvelenate con la ricina, terminata l’acquisizione dei dati del server nel liceo dove lavora la prof amica di Gianni Di Vita
Gli accertamenti tecnici a caccia della traccia digitale del presunto assassino Antonella Di Ielsi, di 50 anni, e Sara Di Vita, di 15 anni, morte a causa di una intossicazione acuta da ricina, sono proseguiti anche oggi. Come lunedì il lavoro degli investigatori è durato poco. La perquisizione al liceo Scientifico di Riccia, la seconda delle quattro disposte dalla procura di Larino nell’ambito delle indagini sul duplice omicidio, è terminata alle 14.15.
Gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco sono rimasti all’interno della scuola per cinque ore, ma le operazioni di acquisizione dei dati dal server della scuola sono durate solo un’ora. È stato infatti necessario durante la mattinata attendere l’arrivo di un tecnico che gestisce il sistema informatico del liceo, tecnico che è arrivato poco dopo le 13. Alle operazioni era presente anche Gianni Alfonso, consulente informatico dell’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime. Nell’istituto di Riccia, dove è avvenuta l’ispezione informatica, insegna matematica la professoressa amica dell’ex sindaco. La donna, più volte sentita come testimone nei mesi scorsi e messa anche a confronto con Gianni Di Vita lo scorso agosto, oggi era assente. Così come è accaduto ll’istituto Agrario dello stesso paese, non è stato necessario ispezionare i singoli computer presenti nella scuola (20 in tutto), ma si è potuto acquisire i dati del server centrale al quale confluiscono le attività di tutti i pc.
Gli ultimi accertamenti sembrano aver indotto un’accelerazione alle indagini e dare l’impressione che, a distanza da quei giorni di Natale che dopo una cena portarono al decesso delle due donne nell’ospedale di Campobasso, che il cerchio si stia stringendo intorno all’autore del delitto. Tra le piste ci sarebbe anche quella che vedrebbe Gianni Di Vita, il marito e papà delle vittime, obiettivo lui stesso dell’avvelenamento dello scorso dicembre. L’altra pista, quella più accreditata, resta invece quella che riporta a relazioni nascoste e intrecci che avrebbero portato Antonella, la moglie di Gianni Di Vita, a chiedere la separazione, come si è scoperto poi dall’analisi dei messaggi del suo telefonino.
In attesa che dalla procura arrivino le prime iscrizioni nel registro degli indagati – che verosimilmente potrebbero scattare una volta che i magistrati riceveranno dalla Germania le analisi sui reperti sequestrati settimane fa nella casa di Pietracatella -, proseguiranno anche giovedì e venerdì le perquisizioni delle scuole indicate dalla magistratura al liceo Classico di Campobasso (la scuola frequentata fino allo scorso anno scolastico da Sara e da sua sorella Alice) e infine venerdì al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda (dove insegna invece Laura, cugina di Gianni Di Vita).
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