“La banda della minicar? Diamo libertà inaudite ai giovani ma poi non crediamo in loro. Siamo falliti tutti se questo accade, anche la scuola”: così Paolo Crepet
“Non dobbiamo chiederci che cosa succede nel quartiere più orrendo delle nostre periferie, ma che cosa succede sotto casa nostra”. Paolo Crepet ospite di “Ignoto X” su La7 commenta così le recenti vicende di cronaca che vedono protagonisti ragazzi giovanissimi, a partire dalla banda della minicar di Roma che ha aggredito, tra gli altri, l’attore Davide Iacopini, le cui condizioni restano gravi.
L’intervento di Paolo Crepet a “Ignoto X”
Secondo lo psichiatra e saggista le colpe non vanno addossate esclusivamente ai social: “I social c’entrano, però questa indifferenza totale, questa incapacità di capire l’altro è vecchia di tanti decenni in cui non abbiamo fatto niente. Io trent’anni fa ho proposto di dare la maggiore età a 16 anni e si sono messi tutti a ridere, perché noi non vogliamo fare niente. Questi sono ragazzi – prosegue Crepet – non ragazzini, che alle tre di notte vanno in giro, fanno qualsiasi cosa. Uno dei due è stato geolocalizzato dai genitori, ma dove siamo andati a finire? C’è ancora qualcuno che ha voglia di dire ‘poverini, bisogna capirli’?”. In collegamento con il programma di La7 nella puntata del 14 ottobre lo psichiatra aggiunge: “Perché non hanno aiutato quel pover’uomo che giaceva senza sensi? Perché c’è questa complicità da parte dei genitori? Siamo falliti tutti se questo accade, vuol dire che neanche noi abbiamo gli anticorpi”.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.