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Sunday, October 11, 2026

Bimba morta dopo le dimissioni dal pronto soccorso, la Procura verso l’archiviazione per il pediatra

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Bimba morta dopo le dimissioni dal pronto soccorso, la Procura verso l’archiviazione per il pediatra

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Una febbre che non passava, la corsa al pronto soccorso nel cuore della notte, una diagnosi di laringotracheite e il ritorno a casa. Poi, a distanza di poche ore, la morte. È la sequenza che ha segnato la vicenda di una bambina di due anni, morta nel novembre dello scorso anno per meningite dopo essere stata visitata all’ospedale di Feltre, nel Bellunese. Ora, a distanza di mesi, l’indagine penale sul pediatra che l’aveva dimessa e che era stato indagato potrebbe concludersi con una richiesta di archiviazione.

La Procura di Belluno, secondo quanto riferisce il Corriere delle Alpi, non avrebbe infatti riscontrato un nesso di causalità tra la condotta del medico e il decesso della piccola. Il professionista, un pediatra di 76 anni che lavorava come gettonista al pronto soccorso, era stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. La decisione di chiedere l’archiviazione si fonderebbe sull’impossibilità di stabilire un collegamento causale tra la mancata diagnosi e la morte della bambina, nonostante la condotta del medico sia stata ritenuta negligente.

Nei giorni precedenti al decesso, la piccola aveva avuto febbre fino a 39 gradi e difficoltà respiratorie. Il medico di base aveva ipotizzato una forma influenzale, prescrivendo un antipiretico. Ma le condizioni non erano migliorate e, alle tre del mattino, il padre aveva deciso di accompagnarla al pronto soccorso di Feltre. Dopo la visita, il pediatra aveva diagnosticato una laringotracheite e prescritto un antibiotico e un aerosol, disponendo le dimissioni. Nel referto avrebbe annotato l’assenza di segni meningei e una temperatura relativamente bassa al momento dell’esame. I familiari, tuttavia, avevano riferito di ripetuti episodi febbrili nei giorni precedenti, con picchi di 39 gradi.

Il peggioramento era arrivato poche ore dopo, quando la bambina era già a casa. Per lei non c’è stato nulla da fare.

A chiarire la causa della morte era stata l’autopsia eseguita dal medico legale Antonello Cirnelli: la piccola aveva contratto una meningoencefalite da Streptococcus pneumoniae, un’infezione che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe potuto essere trattata con il ricovero ospedaliero, l’idratazione e una terapia antibiotica ad ampio spettro. È proprio su questo passaggio che si concentra la vicenda giudiziaria: la patologia non era stata riconosciuta durante la visita, ma gli accertamenti della Procura non avrebbero consentito di dimostrare che una diagnosi diversa avrebbe evitato il decesso. L’eventuale archiviazione dovrà ora essere valutata dal giudice per le indagini preliminari. Sul versante sanitario, l’Ulss 1 Dolomiti non ha rinnovato il contratto al pediatra al termine di una propria indagine interna. La possibile chiusura del procedimento penale non escluderebbe inoltre un’iniziativa civile da parte dei familiari, che potrebbero rivolgersi all’azienda sanitaria per chiedere di accertare eventuali responsabilità e ottenere un risarcimento.

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