Il consigliere Pd: 'Meloni ciociara'. La premier: 'Mi insultano ma io ne sono fiera'
Sono diventate un caso le parole di un consigliere comunale del Pd di Pontedera (Pisa) rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che durante una seduta del consiglio comunale è stata definita "ciociara". E' la stessa premier a riferire il fatto e a replicare con un post su X.
"Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una "ciociara, nella maniera più dispregiativa". E per questo è stato richiamato dal presidente dell'Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: 'Per favore, usi termini consoni al suo ruolo'", scrive Meloni.
"Quindi, per questi signori - prosegue -, essere "ciociari" è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara".
"Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d'Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia. Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!", conclude.
Il sindaco di Pontedera: 'Il consigliere dem voleva dire caciarona e non ciociara'
Ad intervenire sul post della premier è direttamente il sindaco di Pontedera (Pisa) Matteo Franconi, stigmatizzando l'intervento del consigliere comunale dem. Durante la discussione della mozione, ha spiegato, "sul 'Contrasto agli stereotipi sessisti nel linguaggio pubblico e istituzionale e promozione di una cultura del rispetto e della parità' (alla quale Fdi ha votato contro), il consigliere Della Bella, per mero errore (poi ammesso) l'ha apostrofata con il termine 'ciociara' mentre voleva dire 'caciarona'; certo non un complimento né un termine da diplomazia bizantina ma niente a che vedere con giudizi negativi sulla Ciociaria", ha scritto su Facebook rivolgendosi direttamente alla premier il primo cittadino, dopo il post di oggi della presidente del Consiglio.
"Lo scambio involontario - ha aggiunto il primo cittadino - di una parola con un'altra è certamente stato un errore e scrivo questo commento per rispetto degli amici della straordinaria terra di Cicerone e Tommaso d'Aquino. Mi permetto di suggerirle, vista la sua attenzione al linguaggio pubblico, di ascoltare cosa dice, volontariamente, dentro quella stessa discussione, un consigliere comunale del suo partito su cosa pensa dei concerti di 'Elodie con perizoma'. Viva la Ciociaria! Viva la libertà delle donne di vestirsi come vogliono".
Rocca: 'Solidarietà a Meloni, la Ciociaria merita rispetto'
"Esprimo la mia piena solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le parole che, come ha denunciato, le sono state rivolte dall'esponente del Partito democratico Floriano Della Bella durante una seduta del Consiglio comunale di Pontedera. Definirla "ciociara" precisando di intendere il termine nella sua accezione più dispregiativa significa offendere, insieme a lei, un'intera comunità". È quanto dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
"Da presidente della Regione Lazio - aggiunge - considero inaccettabile che l'appartenenza a questa terra venga utilizzata per denigrare una persona. La Ciociaria ha contribuito a scrivere la storia culturale e civile dell'Italia e continua ad arricchire il nostro Paese attraverso il lavoro, le capacità e l'impegno dei suoi cittadini. È un patrimonio del quale siamo orgogliosi e che merita rispetto. Il confronto politico - prosegue Rocca - può essere anche aspro, ma non può scadere nel disprezzo delle persone e delle loro origini. A maggior ragione in un'aula consiliare, dove chi prende la parola rappresenta un'istituzione. Mi aspetto che il Partito democratico prenda chiaramente le distanze da queste espressioni e che arrivino le scuse alla presidente Meloni e ai cittadini della Ciociaria", conclude.
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