La ricina potrebbe essere stata cercata a scuola, faro sui pc
"Ispezione informatica". Così la procuratrice di Larino Elvira Antonelli descrive le perquisizioni disposte per martedì prossimo all'interno dell'istituto agrario di Riccia nell'ambito delle indagini sul giallo di Pietracatella. I poliziotti dovranno controllare tutti i dispositivi elettronici presenti nella scuola, oltre 70, con lo scopo di verificare se da qualcuno di quei computer siano state effettuate ricerche sulla ricina.
Gli investigatori vogliono scoprire la provenienza del veleno utilizzato per uccidere Sara e sua mamma Antonella, l'eventuale acquisto sul web, la ricerca delle modalità per la preparazione e la somministrazione.
Già nelle indagini svolte negli ultimi mesi sono emerse navigazioni e ricerche sul web fatte da persone al momento sconosciute e inerenti proprio la ricina. Le perquisizioni sono state disposte alla scuola di Riccia perché proprio questa è frequentata da persone che hanno avuto rapporti con le vittime.
Nelle settimane passate diverse volte in Questura a Campobasso è stato sentito il tecnico di laboratorio dell'istituto che è anche marito dell'insegnante di matematica amica da tempo di Gianni Di Vita. La donna insegna in un'altra scuola della provincia di Campobasso e oltre ad essere stata sentita più volte dalla polizia, ad agosto è stata anche messa a confronto con lo stesso Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, padre e marito delle due vittime.
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