Bruxelles, l'Italia resta sotto procedura per deficit eccessivo. Ecco cosa significa e cosa succede

Con il deficit/Pil confermato al 3,1% per il 2025, appena sopra la soglia europea del 3%, l'Italia resta nella procedura per deficit eccessivo. Come funziona il meccanismo di infrazione? La spiegazione in tre punti.
La soglia del 3%
La procedura per deficit eccessivo è il meccanismo previsto dai Trattati Ue per correggere gli squilibri nei conti pubblici. Sono fissati due valori di riferimento: il rapporto del disavanzo pubblico non deve essere superiore al 3% del Pil e il debito pubblico non deve superare il 60% del Pil.
Lo sforamento non comporta automaticamente l'avvio della procedura. La Commissione prepara una relazione sullo sforamento, valuta se sia eccezionale o temporaneo e tiene anche conto di determinate 'circostanze rilevanti'. È quindi il Consiglio, su proposta della Commissione, ad aprire formalmente la procedura.
Il percorso per correggere il deficit
La riforma del Patto di stabilità del 2024 ha confermato il braccio correttivo con le misure da intraprendere per chi sfora. Quando si è in procedura per violazione del criterio del deficit, il Consiglio assegna un percorso correttivo della spesa netta (dopo anche un negoziato tra Paese e Commissione), per riportarlo sotto il 3% con un percorso coerente con un aggiustamento strutturale annuo minimo dello 0,5% del Pil. Senza misure efficaci, sono possibili ammende fino allo 0,05% del Pil per gli Stati dell'Eurozona.
L'asimmetria con la clausola nazionale di salvaguardia
La clausola nazionale di salvaguardia con le deroghe al Patto, o 'Nec', introduce una flessibilità sul percorso di spesa ma non cancella il limite del 3%. Attualmente è attivata da 16 Paesi con deroghe su spese nella difesa fino all'1,5% del Pil in quattro anni ed è previsto si possa allargare anche agli investimenti nell'energia. L'Italia ha inviato la richiesta per attivarla.
Se un Paese non è già in procedura, Commissione e Consiglio possono decidere di non aprire l'iter quando lo sforamento del 3% è riconducibile alle spese autorizzate dalla Nec. Situazione è diversa per un Paese già in procedura (vige un diverso regolamento): la Nec può consentire di deviare dal percorso della spesa senza che ci sia inadempienza sul piano concordato, ma non modifica il requisito per chiudere la procedura. Per farlo il deficit deve comunque andare sotto il 3% in modo 'credibile e duraturo' anche se lo sforamento dipende da investimenti nella difesa e nell'energia.
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