Via libera della Camera alla legge sui caregiver: scontro acceso sui fondi

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge dedicato ai caregiver familiari, segnando un primo passaggio legislativo su un tema atteso da oltre un decennio. L'Aula di Montecitorio ha dato il via libera al testo con 153 voti a favore, 105 contrari e 4 astenuti, al termine di un dibattito che ha visto la maggioranza esultare per una «risposta concreta alle famiglie» e le opposizioni denunciare compattamente «un'occasione sprecata».
disabile su sedia a rotelle (Pixabay)
In Italia la platea interessata è amplissima: secondo le stime sono almeno 7 milioni le persone che prestano assistenza continua a congiunti non autosufficienti, malati o con disabilità, spesso pagando il prezzo di un pesante sovraccarico fisico ed emotivo e sacrificando la propria occupazione. Il provvedimento riconosce formalmente il valore sociale ed economico dell'attività di cura, introducendo un sistema di aiuti modulato sull'intensità dell'impegno richiesto. La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha parlato di un «punto di partenza da cui non si torna indietro», sottolineando l'obiettivo di garantire dignità a chi assiste i propri familiari 24 ore su 24. Sul fronte dei requisiti, il presidente della Commissione Affari sociali, Ugo Cappellacci, ha rivendicato l'innalzamento della soglia Isee da 15mila a 25mila euro per l'accesso ai contributi.
disabile su sedia a rotelle (Pixabay)
A dividere profondamente l'emiciclo è tuttavia la dote finanziaria: la legge stanzia 257 milioni di euro per il 2027 e 260 milioni annui a decorrere dal 2028, a fronte di una stima di fabbisogno indicata dalle minoranze in almeno 940 milioni all'anno. Per la capogruppo del Pd Chiara Braga, la norma «crea disparità» e finisce per escludere la stragrande maggioranza dei beneficiari, riducendo l'intervento a poche decine di migliaia di soggetti. Critiche condivise da Avs e Azione, che evidenziano l'insufficienza delle risorse e la rigidità dei criteri di accesso. Tra i punti più contestati dal responsabile Welfare dem Marco Furfaro figurano l'obbligo di convivenza, il vincolo di almeno 91 ore di assistenza settimanale e un sussidio massimo stimato in circa 400 euro mensili, pari a poco più di un euro l'ora.
Concluso l'iter alla Camera, la partita si sposta ora a Palazzo Madama, dove le opposizioni promettono battaglia per allargare le coperture e modificare i criteri d'accesso prima del varo definitivo.
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