La donna cristallizzata nella cenere: la vera storia dietro la foto simbolo dell'11 settembre

“Sentii un boato fortissimo, simile al rumore di un treno. E vidi un'enorme nuvola di fumo liberarsi in aria. Si coprì poi che era la prima torre ad essere colpita. Ad un certo punto si fece molto buio, sembrava quasi notte. Non si riusciva a vedere quasi nulla”. A parlare Stan Honda, il fotoreporter della Agence France-Presse (AFP) che ha scattato la celebre fotografia di Marcy Borders, la donna completamente ricoperta di polvere e cenere subito dopo il crollo delle Torri Gemelle l'11 settembre 2001. Quello scatto divenne rapidamente uno dei simboli più drammatici e importanti dell'attentato. “Quando la vidi - racconta Honda - mi ricordò un po' le immagini delle vittime di Pompei”. All'età di 28 anni, la Borders era stata assunta da appena un mese come assistente legale presso la Bank of America. Quando il primo aereo colpì l'edificio, Marcy disobbedì all'ordine del suo supervisore di rimanere alla scrivania e decise di fuggire. Riuscì a percorrere le scale fino a uscire in strada proprio mentre crollava la Torre Sud. Fu in quel momento che un'immensa nuvola di polvere tossica e detriti la travolse. Un passante la trascinò all'interno dell'atrio di un edificio vicino, dove Honda scattò la storica immagine che la rese nota in tutto il mondo come la "Dust Lady". L'intervista di Nico Piro
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