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Tuesday, November 3, 2026

Mercato auto Italia, ottobre a +4,8%. Ma la ripresa mostra segni di fragilità

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Mercato auto Italia, ottobre a +4,8%. Ma la ripresa mostra segni di fragilità

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Il mercato italiano dell’auto continua a crescere, ma dietro i numeri positivi emergono segnali di rallentamento. A ottobre sono state immatricolate 131.921 vetture, il 4,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025. È l’undicesimo incremento mensile consecutivo, anche se il ritmo si è dimezzato rispetto al +9,9% di settembre. Nei primi dieci mesi dell’anno le registrazioni hanno raggiunto 1.400.991 unità, in aumento dell’8,3%.

La distanza dai livelli precedenti alla pandemia resta tuttavia significativa: rispetto al 2019 mancano ancora oltre 224 mila vetture, pari al 13,8%. Per l’intero 2026 l’Unrae (l’associazione dei costruttori esteri operanti nel nostro Paese) prevede 1,64 milioni di immatricolazioni, mentre nel 2027 stima una flessione del 3,4%.

A preoccupare è soprattutto il clima nella rete commerciale: secondo il Centro Studi Promotor, l’indice di fiducia dei concessionari è sceso da 39,3 a 35,2 punti. Il 56% degli operatori giudica basso il livello degli ordini e il 62% segnala una scarsa affluenza negli showroom. Soltanto il 5% prevede un aumento delle consegne nei prossimi mesi.

La crescita delle vendite, del resto, continua a dipendere anche dalle promozioni e dalle auto-immatricolazioni (le “famigerate” Km Zero), che secondo Unrae rappresentano il 14,3% del mercato mensile. I privati salgono al 57,6%, mentre arretra il noleggio a lungo termine e accelera quello a breve.

Sul fronte delle alimentazioni, le ibride non ricaricabili confermano il loro predominio con una quota del 49%, suddivisa tra mild hybrid (29,4%) e full hybrid (19,6%). Prosegue soprattutto l’espansione delle plug-in hybrid, che raggiungono il 12,7%, contro il 7,4% di un anno fa.

Più complessa la situazione delle elettriche pure, ferme al 6,1%. Il dato supera quello dell’ottobre 2025, ma segna un arretramento rispetto al 7,6% di settembre, dopo l’esaurimento degli incentivi MASE. Continuano invece a perdere terreno benzina e diesel, scesi rispettivamente al 17,8% e al 5,3%.

Le associazioni di settore leggono questi risultati in maniera diversa. Per Federauto, la crescita delle ibride e le difficoltà delle elettriche confermano la necessità di una maggiore neutralità tecnologica nelle politiche europee. L’Unrae insiste invece sulla necessità di interventi strutturali per rendere accessibili le vetture a basse emissioni, a partire da una revisione della fiscalità delle flotte aziendali.

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