Settembre, il mese che ha ispirato tante volte la musica italiana (e non solo)

Josele Santiago, il cantante del grande gruppo rock madrileno Los Enemigos, a inizio anni Novanta cantava: "Oggi indosserò una cravatta nuova. Finalmente farò qualcosa di concreto. Quanto sono felice!". Un verso apparentemente innocuo in una canzone intitolata Septiembre che raccontava in realtà la storia vera di un giovane galiziano deciso di suicidarsi all'alba del nono mese dell'anno pur di non dover approcciarsi di nuovo con la scuola e le sue richieste performative. I Green Day da questo punto di vista erano meno estremi, chiedendo di venire svegliati solo quando settembre fosse finito (Wake Me Up When September Ends). Il tutto mentre da tempo in Italia ci si interrogava su quelle "impressioni di settembre" lasciate dalla Premiata Forneria Marconi, al punto che persino i Marlene Kuntz tempo dopo arrivarono a riprenderlo in mano quel capolavoro pur di farlo loro. La verità è che sono pochi quelli, come gli Earth, Wind & Fire, che sono capaci di vedere oltre la malinconia settembrina, condannata a essere al centro di brani quasi sempre inevitabilmente malinconici.
Calendari felici
Calendari felici Verdine White, il bassista degli Earth, Wind & Fire non si sarebbe mai aspettato che quella data citata nella loro hit sarebbe diventata così importante. In fondo loro l'avevano scelta a caso, solo perché suonava bene: "Quando uscì, era davvero una buona canzone, ma non era così grande. Le persone ora si sposano il 21 settembre. Il mercato azionario sale il 21 settembre. Ogni ragazzo che conosco ora che ha 20 anni, mi ringrazia sempre perché è nato il 21 settembre. Dicono che sia una delle canzoni più popolari nella storia della musica", raccontava il musicista quasi incredulo, senza sapere forse quanto quella gioiosa hit adottata da veramente chiunque (si va dai Minions ai protagonisti di Quasi amici) fosse un'eccezione. September ha rappresentato il grande riscatto di un mese che in musica ha significato tanto, ma quasi mai l'inizio della festa. Se non ci credete chiedete a chi scrive, nato in quel 16 settembre a cui è dedicato il canto alpino che fa: “Ci tocca ripartire. Con la tristezza in core, lasciando la morosa con gli altri a far l’amore“. Praticamente l'anticipazione di un destino segnato. Forse sarebbe meglio fare qualche passo avanti sul calendario per trovare, legata al 29 settembre, una poesia sul tradimento portata a casa dal dinamico duo Battisti, Mogol. Un brano che nella versione firmata dagli Equipe 84 diventava il manifesto del pop rock psichedelico made in Italy.
Settembre, ricordi?
Mi piace pensare che la donna di 29 settembre avesse attraversato un mese complesso, iniziato con un trasloco iniziato in quel 2 settembre che dà il titolo al brano di Samuele Bersani, cui non resta che crogiolarsi nel ricordo agrodolce di ciò che è stato. Magari, nel suo vagare per le strade alla fine della canzone, il protagonista alla fine incontrerà qualcuno, trasformando il dolore nella dolce epifania soul di un capolavoro come September When I First Met You di Barry White, un brano tutto costruito su quella domanda che è quasi una supplica "September... remember?". Sempre meglio di fermarsi a 23 settembre, il giorno in cui nel pezzo omonimo Carl Brave rappava di "aver alzato un po' troppino il gomito".
Nostalgia canaglia
In fondo la nostalgia è il concetto alla base di un intero album di Frank Sinatra, quel September of My Years che è in fondo il testamento artistico di un uomo che si avvia al suo autunno dopo aver vissuto la vita in "his way", per citare un altro suo classico. Di fatto questo sguardo al passato è il vero trait d'union che lega la maggior parte dei brani che pongono nel loro titolo questo mese particolare, dal jazz di September in the Rain di Dinah Washington al rock scombinato che profuma di anni novanta evocando le September Gurls dei Big Star. Senza dimenticare quella September Morn che segnò l'apice della breve collaborazione tra Neil Diamond e il cantante e attore francese Gilbert Bécaud. "Monsieur 100.000 Volts" aveva scritto la melodia e cantato una sua versione del brano in francese, con un testo molto diverso. Nella sua interpretazione il mese non era infatti usato come sfondo per un amore, quanto piuttosto come una generica scusa per riflettere su quel momento di cambiamento (se volete ascoltarla il titolo è C'est en septembre).
Struggimenti indie
Settembre è d'altra parte il mese del ricordo, da declinare con la nostalgia di cui è impregnata Impressioni di settembre o con un'ottica al passato completamente diversa. Si pensi in questo senso ancora a Wake Me Up When September Ends, il brano più intimo forse tra quelli scritti da Billie Joe Armstrong, che da più di vent'anni esorcizza con questa hit il ricordo di quel 10 settembre 1982 in cui perse suo padre. C'è chi settembre proprio non riesce a mandarlo giù d'altronde, si pensi ai post post emo milanesi Fine Before You Came che ammettono candidamente: "È una vita che provo a capire settembre. Ma non fa per me. È più forte di me". Basta fare qualche passo nella stessa scena indie rock per trovare a Ivrea L'orso, una band che, sotto una melodia allegra si arrende al fatto che "ottobre come settembre, e non ne usciamo più". Una sorta di avviso per i Green Day: settembre è una stagione dell'anima e di fatto non puoi mai lasciarla da parte. Anche quando, per spostarci a Roma, ti convinci come Gazzelle che "Settembre è un mese di merda per ricominciare" (o forse no, anche lui si tiene il dubbio alla fine).
40 secondi di settembre
Forse basterebbe guardare a tutto ciò che segue il 31 agosto con l'ottimismo di Brunori Sas che, in Guardia '82, ricorda che in quel giorno "un'estate finisce ma una storia nuova nasce". Perché in fondo come cantava Guccini in Eskimo "Questa domenica in settembre non sarebbe pesata così". I Verdena ci mettevano in guardia su come a questo mese folle bastassero appena 40 secondi di niente per portarci via. "Arriva senza manco che tu possa accorgertene", dicevano gli Afterhours nella loro Plastilina mentre Appino degli Zen Circus ci spingeva a non disperare, perché in fondo quel vento di settembre non ci doveva spazzare per forza via, anzi potevamo surfarci sopra (come faceva il suo Ulisse).
Per un settembre ottimista
È vero, i giorni a settembre si accorciano (come ci ricordano le nostre mamme e il Bryan Ferry di September Song). Ma non per questo dobbiamo scacciarli con la rabbia che gli riservava Tommaso Paradiso con i The Giornalisti in La fine dell'estate, quando voleva solo tornare a quei momenti in spiaggia in cui ammirava l'amata ormai persa addentare un cornetto (ti capiamo Tommy). Settembre è un mese di buoni propositi, di nuovi inizi anche se non arriverai a promettere alla tua ragazza che "tornerai a coltivare i campi per lei", come giuravano i Camillas in Settembre. Vieni avanti allora settembre, come non aveva paura di cantare l'australiana dagli occhi blu Natalie Imbruglia in Come September. D'altronde Vasco Brondi ai tempi di Canzoni da spiaggia deturpata e del progetto Le luci della centrale elettrica la metteva giù semplice "Settembre è feroce ma come back september". E se non vi fidate di uno che lo dice in un brano intitolato La gigantesca scritta COOP (vi capiamo) credete al più affidabile Alberto Fortis, quello che cantava "Ahi, settembre, mi dirai. Quanti amori porterai. Le vendemmie che farò. Ahi, settembre, tornerò". D'altra parte pure due giganti del jazz come Tony Bennett e Bill Evans che non rinunciavano alla vena ottimista in Maybe September, I love again.
Non abbiate fede in chi prevede Neve a settembre come la Dark Polo Gang. Affidatevi piuttosto ai fratelli Sardelli, tre argentini che fanno hard rock da più di vent'anni col nome di Airbag. Sono loro quelli che una volta scrissero l'immortale Septiembre, aún es Verano (settembre è ancora estate). Crederci in fondo non costa niente. E d'altronde c'è sempre di peggio, per citare i Suis La Lune "September Gave Us Awkwardess, October Gave Me Nothing". Ovvero: settembre ci ha messo in imbarazzo ma ottobre non mi ha dato niente.
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