Cassano, salta la pax mafiosa. L'agguato a "Tripolino" riapre la guerra dei clan

Un agguato mafioso in contrada Lattughelle a Cassano all'Ionio, in Calabria, ha provocato la morte di Silvana Sibarelli e il ferimento del 64enne Damiano Pepe, indicato come un boss della "cosca degli zingari".
L'omicidio potrebbe riaprire lo scontro in corso da anni che vive di periodi di calma apparente per poi riaccendersi improvvisamente, tra gli Abbruzzese ed i Forastefano, due nomi di 'ndrangheta che incutono paura nella Sibaritide, nell'alto Jonio cosentino. E' il timore di investigatori ed inquirenti, tanto che gli atti dell'inchiesta potrebbero passare alla Dda di Catanzaro, forse già da oggi.
Sulla matrice mafiosa dell'agguato non sembrano esserci dubbi, sia per le modalità - una trentina di colpi di arma lunga, forse anche un kalashnikov, sparati da due sicari - che per la personalità dell'obiettivo. Pepe, conosciuto come "Tripolino", era uscito dal carcere nel 2019 dopo avere scontato 26 anni di reclusione per omicidio e associazione mafiosa. Il fratello, Edoardo, subentrato a Damiano detenuto, fu ucciso il 3 ottobre 2002 in un agguato compiuto a colpi di fucile caricato a pallettoni. Insieme a lui morì Fioravante Abbruzzese, altro elemento di spicco della cosca.
L'uomo, ricoverato e piantonato per motivi di sicurezza nell'ospedale di Cosenza, è stato sentito dagli investigatori dei carabinieri che si occupano del caso. Se abbia risposto o cosa possa avere detto è coperto da uno stretto riserbo.
In attesa che le indagini facciano il loro corso, Libera Calabria parla di "una presenza asfissiante della criminalità organizzata che merita una reazione immediata e una particolare attenzione da parte dello Stato e di tutte le forze sane" ricordando che la storia delle vittime innocenti delle mafie "insegna chiaramente che ogni spazio lasciato alla sopraffazione e alla violenza è una sconfitta per un'intera comunità.
Da qui l'adesione all'appello lanciato dal sindaco di Cassano Gianpaolo Iaconini, e dal vescovo Francesco Savino a partecipare, oggi alle 16, presso il Teatro Comunale, ad un "momento forte di denuncia della violenza e di assunzione pubblica di responsabilità".
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