L'Ue richiama l'Italia sul tetto agli stranieri a scuola. Valditara: 'Andiamo avanti, nessuna discriminazione'
La Commissione Ue "segue attentamente" gli sviluppi legislativi del decreto legge sulla scuola adottato in Italia. Lo ha riferito la vicepresidente dell'esecutivo Ue, Roxana Mînzatu, in risposta a un'interrogazione del Pd all'Eurocamera, ricordando che i trattati Ue vietano ogni forma di "discriminazione in base alla nazionalità", sia "diretta" che "indiretta".
La discriminazione per nazionalità è "ammessa dal diritto Ue" solo "in presenza di una deroga prevista dal trattato", ad esempio per "motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica". In ogni caso, tali deroghe devono essere interpretate "restrittivamente".
"Il problema non esiste. Il governo va avanti senza esitazioni", dice il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara replicando a Bruxelles. "Premesso che l'istruzione non è una norma di competenza esclusiva della Ue, come indicano tutti i report internazionali - aggiunge - la norma è a favore della integrazione: si riferisce a quegli stranieri che non conoscano la lingua e dunque non realizza alcuna discriminazione. Nella gran parte dei paesi europei gli studenti stranieri di primo arrivo sono addirittura inseriti in classi separate".
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