“Mio marito mi ha messa su un sito di scambisti e in 6 mesi sono finita a letto con 15 sconosciuti”: la videocamera in luna di miele, il “gioco” hot che diventa un incubo
Marianne (nome di fantasia) racconta la sua storia al Daily Mail, partendo da un dettaglio all’apparenza innocuo: una macchina fotografica digitale portata in valigia per il viaggio di nozze in Toscana. Il marito, che lei chiama Ben, le dice che servirà per immortalare paesaggi e monumenti. La prima sera, invece, la posiziona in camera da letto proponendole di scattare foto intime “da guardare insieme da vecchi”.
Lei accetta, ventiduenne, felice ed euforica per il matrimonio appena celebrato. Non sa che quelle foto finiranno, sei mesi dopo, su un noto sito per scambisti, usate dal marito per attirare uomini disposti a fare sesso con lei.
Da lì inizia un lento logoramento psicologico: prima le rassicurazioni (“sarebbe solo un drink insieme”), poi il senso di colpa indotto, i silenzi punitivi, la delusione mostrata ogni volta che lei tenta di opporsi. Marianne descrive un marito capace di trasformare ogni suo rifiuto in un motivo di sofferenza per lui, fino a farla cedere.
Racconta che dopo sei mesi di insistenza acconsentì al primo incontro, convinta che sarebbe rimasto “solo un aperitivo”. Quella sera, invece, l’uomo conosciuto online viene invitato a casa. Lei rimane paralizzata, non riesce a dire “basta” ad alta voce, e proprio quel silenzio verrà interpretato dal marito come consenso.
Da quel momento gli incontri si ripetono con cadenza mensile, spesso filmati, sempre organizzati da Ben, che sceglie gli uomini, i vestiti, la frequenza. Lei descrive di essersi rifugiata nell’alcol per sopportare la situazione e di aver imparato a “dissociarsi” mentalmente da ciò che accadeva al suo corpo, un meccanismo che paragona a quello riportato da molte vittime di violenza sessuale.
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