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Saturday, October 10, 2026

Terremoto a Panama, i racconti: “Mai vista una cosa del genere, abbiamo paura di tornare nelle case”. Polemiche per il mancato alert sugli smartphone

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Terremoto a Panama, i racconti: “Mai vista una cosa del genere, abbiamo paura di tornare nelle case”. Polemiche per il mancato alert sugli smartphone

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Oltre centosette scosse sono state registrate in Panama a seguito del doppio terremoto di magnitudo 7.6 e 6.0 – con epicentro a Pitaloza Arriba, a circa 13 chilometri di profondità – che venerdì ha colpito il Paese centroamericano. Così rileva l’Igc, l’Istituto di scienze geologiche di Panama, che ha revocato l’allerta tsunami attivata nelle ore precedenti, in coordinamento con la Protezione civile locale e altri enti. Nelle ultime ore il numero dei feriti è salito a 27 e almeno 300 persone, residenti nel sud di Panama, in prossimità dell’epicentro, tra cui 15 studenti, sono state evacuate dalle loro abitazioni. “Mia figlia era rimasta bloccata a scuola, per fortuna ce l’abbiamo fatta. Non avevamo mai visto qualcosa del genere”, ha raccontato da Penonomé Juana Alveo, 38 anni, impiegata, ancora sotto shock.

“L’edificio tremava, cadevano gli uni sopra gli altri. C’erano persone ferite, a terra, intente a rialzarsi. Io stessa ho subito un forte colpo al ginocchio e alla caviglia perdendo l’equilibrio a causa del forte oscillamento del pavimento”, ricorda Aline Morales, Città di Panama. Non si registrano vittime mortali, secondo il Municipio. Ed è già passata qualche ora, ma il timore resta. “In molti hanno paura di tornare nelle loro case. La scossa è stata fortissima, ci sono stati crolli. Non ci sentiamo al sicuro”, commenta a Ilfattoquotidiano.it Rosendo Dominguez, 60 anni, residente nella provincia di Herrera.

“Eravamo senza via d’uscita“, racconta sempre a Ilfatto.it Lucía Rodríguez, residente a Città di Panama, che era rimasta bloccata in un grattacielo da oltre venti piani. “Non era mai successo da queste parti – aggiunge – Non sapevamo cosa stesse succedendo. Nessun allarme, nessuna notifica sugli smartphone“. Anche Mariela Lasso, commerciante, residente a La Chorrera, ha lamentato: “Non abbiamo ricevuto alcun alert. Lo abbiamo capito una volta arrivate le scosse, con i palazzi che ondeggiavano da una parte all’altra”.

Panama non vanta il Wireless Emergency Alerts: l’opzione, apparentemente disponibile sui sistemi Android, non risulta attiva. Qualche mese fa, l’11 agosto, dopo il terremoto che ha colpito la Colombia, l’Igc aveva chiesto al governo di José Raúl Mulino investimenti di almeno 1,5 milioni di dollari in materia, sottolineando: “La sicurezza non ha prezzo“. E pochi giorni prima del sisma, il deputato José Pérez Barboni denunciava: “Siamo tra i pochi Paesi della regione che naviga su Google e non ha l’opzione di consultare gli alert antisismici di cui altri Stati possono usufruire”. Dopo il sisma, l’Igc ha anche denunciato disinvestimenti e carenze strutturali in materia di rilevazione: “Avevamo 50 sismografi in funzione. Altri 13 erano spenti per mancata manutenzione”.

Chiamato in causa sulle lacune in materia di prevenzione, il presidente Mulino ha reagito su X: “Non occorre strumentalizzare quanto accaduto per generare allarmi e disordini”. Ha anche visitato le zone di Penonomé e Tonosí, esortando la popolazione a “mantenere la calma“, garantendo l’attivazione di “tutti i canali” dello Stato per gestire l’emergenza. Panama ha inoltre ricevuto un primo aiuto di 250mila dollari erogati dalla Banca per lo sviluppo dell’America Latina e dei Caraibi. L’ente ha messo a disposizione altri 50 milioni di dollari per rispondere all’emergenza. “Saranno interamente destinati ad aiutare le persone danneggiate”, ha assicurato Mulino. Anche gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato Marco Rubio, assicurano l’invio di “risorse e personale di assistenza” su richiesta del governo di Mulino. In arrivo aiuti umanitari anche da Colombia e Perù.

Il sisma ha colpito 400 strutture, tra cui 188 centri scolastici, 142 residenze e oltre 70 edifici tra hotel, uffici governativi, chiese e caserme. Quanto agli edifici di culto: la cattedrale di San Juan Bautista ha registrato il crollo parziale della sua torre destra mentre la chiesa di San Atanasio, risalente al 1659, ha riportato profonde crepe e altri danni. In diverse province, capitale inclusa, sono stati registrati blackout da tre a sei ore e interruzioni prolungate del servizio idrico a causa dei danni arrecati dal sisma agli impianti di potabilizzazione.

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