Financial Times: "Iran minaccia le basi americane in Europa". La Nato pronta a qualsiasi situazione

Israele non crede al disarmo di Hamas: "Raid a Gaza con il via libera degli USA"
Secondo quanto riferito da una fonte di sicurezza israeliana all'emittente Channel 11, Israele non ritiene che Hamas sia intensionato a disarmarsi e, fino a quando ciò non avverrà, le forze di difesa israeliane (IDF) continueranno a contrastare qualsiasi minaccia proveniente dalla Striscia. La stessa fonte ha precisato che l'esercito non si ritirerà dalla cosiddetta "linea gialla" e che non verranno avviate le operazioni legate alla ricostruzione del territorio palestinese.
I recenti raid condotti da Israele su Gaza avrebbero inoltre ottenuto il via libera da parte dell'amministrazione statunitense. Secondo la ricostruzione fornita dalla fonte, Washington considera tali attacchi rientranti nella piena libertà d'azione dell'IDF per prevenire minacce imminenti, neutralizzare i terroristi che pianificano aggressioni contro le truppe e colpire gli appartenenti all'unità d'élite Nukhba di Hamas.
IL PUNTO - Scaduto il cessate il fuoco USA-Iran: Teheran minaccia gli alleati americani in Europa e nel Golfo
Con la scadenza formale del cessate il fuoco previsto dal memorandum di giugno, la tensione tra Washington e Teheran resta altissima mentre il conflitto iniziato il 28 febbraio continua a vivere una fase di stallo. In questo contesto, Donald Trump sta valutando le opzioni strategiche per gestire l'impasse in vista delle imminenti elezioni di midterm, mentre l'Iran ha inasprito i propri toni estendendo le minacce di attacco anche fuori dal Medio Oriente.
Secondo quanto rivelato dal Financial Times, il regime iraniano avrebbe vagliato l'ipotesi di colpire installazioni militari statunitensi nell'Europa meridionale e sud-orientale qualora Washington riprendesse i raid. Tra i target analizzati figurerebbero la base aerea di Bezmer in Bulgaria, autorizzata per i rifornimenti dei velivoli USA, e strutture a Cipro. Sofia ha reagito innalzando immediatamente i livelli di sicurezza attorno alle proprie infrastrutture, mentre la NATO ha ribadito la piena solidarietà tra alleati e la solidità del proprio sistema di deterrenza e difesa aerea.
Oltre ai potenziali raid sul suolo europeo, Teheran starebbe valutando azioni d'attacco contro i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, il capo di Stato Maggiore delle forze iraniane, Ali Abdollahi, ha rivolto un duro monito alle nazioni del Golfo Persico, affermando che qualsiasi supporto logistico, concessione di basi o rifornimento concesso ai mezzi militari statunitensi verrà considerato come una partecipazione diretta al conflitto. Le smentite di Teheran non hanno fermato le recenti ritorsioni diplomatiche ed economiche, come la decisione degli Emirati Arabi Uniti di sospendere ogni transazione finanziaria e commerciale con l'Iran a seguito del lancio di due missili balistici diretti verso il proprio territorio e caduti in mare.
IL PUNTO - Donald Trump annuncia un "D-Day economico" contro Teheran, minacciando sanzioni secondarie a Cina e Russia
Donald Trump ha dichiarato l'avvio dell'operazione di isolamento finanziario più dura mai intrapresa dagli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell'Iran, definendola un vero e proprio "D-Day economico". Attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha spiegato che la decisione nasce dal rifiuto di Teheran di cogliere le opportunità di accordo offerte da Washington, avviando così una fase di azzeramento delle risorse destinate al regime e ai Pasdaran.
L'elemento di maggiore rottura risiede nell'avvertimento rivolto ai Paesi terzi, in particolare a Cina e Russia, accusati di aver fornito alleanze tattiche, società di facciata, nodi bancari e porti per consentire l'elusione del blocco e il contrabbando del petrolio iraniano. Trump ha chiarito che qualsiasi istituzione finanziaria, impresa, aeroporto o ente governativo che offrirà un'ancora di salvataggio a Teheran andrà incontro a conseguenze economiche dirette.
Sebbene i dettagli operativi delle "misure storiche" non siano stati ancora resi noti dal Dipartimento del Tesoro guidato da Scott Bessent, le analisi convergono su un forte inasprimento delle sanzioni di secondo grado. Tra le opzioni al vaglio vi sono il blocco terrestre dei flussi di merci, misure punitive rivolte alle raffinerie indipendenti cinesi che lavorano il greggio iraniano e ritorsioni severe contro il sistema bancario estero. Questo approccio rischia di riaprire le tensioni con Pechino a sole quattro settimane dalla visita ufficiale del presidente Xi Jinping a Washington.
Donald Trump annuncia "guerra economica senza precedenti" e sanzioni secondarie contro l'Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sul suo profilo Truth Social l'avvio di una vasta campagna di sanzioni ed emendamenti finanziari denominata "guerra economica e isolamento senza precedenti". La misura è stata motivata con il rifiuto da parte della Repubblica Islamica dell'Iran di accettare un accordo diplomatico con gli Stati Uniti. Trump ha dichiarato di aver offerto Teheran l'opportunità migliore per raggiungere un'intesa, ma che la dirigenza iraniana non l'ha colta, portando così alla decisione di intraprendere l'operazione economica più devastante mai avviata contro un singolo Paese.
L'avviso del presidente americano si estende anche a qualsiasi Stato terzo o entità esterna, specificando che banche, aziende, aeroporti o istituzioni governative che forniscano un'ancora di salvataggio all'Iran dovranno affrontare a loro volta pesanti e dirette conseguenze economiche. L'obiettivo operativo dichiarato è quello di azzerare le entrate e le attività commerciali del Paese, bloccando in particolare il contrabbando di petrolio, le reti di cambio finanziario, i trasferimenti di contante e l'uso di società di comodo impiegate per eludere le sanzioni internazionali.
Dieci morti a Gaza durante un attacco israeliano
Dieci morti a Gaza durante un attacco israeliano. Lo riportano fonti sanitarie palestinesi. L'ospedale Al-Shifa di Gaza City, nel nord del territorio palestinese, ha riferito di aver ricevuto nove corpi, tra cui quelli di una donna e di un'adolescente di 13 anni, e più di 20 feriti. La Difesa Civile di Gaza, operante sotto l'autorità del movimento islamista Hamas, ha confermato questo bilancio. All'ospedale Al-Shifa, immagini dell'Afp hanno mostrato parenti in lacrime davanti a sacchi mortuari di plastica. "Dov'è il cessate il fuoco mentre il nostro popolo palestinese perde decine dei suoi figli ogni giorno?", ha dichiarato Mahmoud Jundiya davanti all'ospedale.
Trump ha stanziato oltre 206 milioni per la forza di peacekeeping a Gaza. Lo riporta Reuters
Congresso l'invio di oltre 206 milioni di dollari per una forza di mantenimento della pace a Gaza. Lo riporta la Reuters in esclusiva sul suo sito. Si tratta del primo finanziamento significativo nell'ambito del piano americano per la ricostruzione della Striscia. In due notifiche datate 30 luglio, il dipartimento di Stato ha informato il Congresso che stanzierà 200 milioni di dollari per equipaggiamenti, infrastrutture, veicoli e costi operativi della Forza di Stabilizzazione Internazionale (ISF). Ulteriori 6milioni di dollari serviranno ad adattare veicoli blindati statunitensi a supporto della forza. Il finanziamento rappresenta la prima spesa concreta degli Stati Uniti per la forza di peacekeeping e segnala la determinazione dell'amministrazione a portare avanti la "roadmap" di Trump per Gaza, nonostante sia Israele che Hamas abbiano sollevato obiezioni riguardo alle condizioni necessarie per l'avanzamento del piano. "L'Isf guiderà le operazioni di sicurezza, sosterrà una smilitarizzazione completa e consentirà la consegna in sicurezza di aiuti umanitari e materiali per la ricostruzione a Gaza", si legge in una delle notifiche, la quale precisa tuttavia che la composizione definitiva della forza è ancora oggetto di negoziato.
Onu: le frasi Ben-Gvir su palestinesi "scioccanti e oltraggiose"
Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, ha definito "scioccanti, oltraggiose, disumanizzanti e pericolose" le dichiarazioni del ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir riguardo all'uccisione di "30-40" palestinesi "ogni notte" a Gaza.Dujarric ha rilasciato queste dichiarazioni rispondendo a una domanda di un corrispondente di al Jazeera. Dujarric ha affermato che l'ufficio del Segretario generale dell'Onu "le condanna inequivocabilmente".
Operazione segreta Usa: corridoio per il trasporto di petrolio da Hormuz. Lo riporta Axios
L'esercito statunitense ha creato in segreto un corridoio di transito attraverso lo Stretto di Hormuz per il trasporto di milioni di barili di petrolio al giorno. È quanto hanno riferito ad Axios due funzionari statunitensi. Nell'ambito di questa operazione, avviata ormai da diverse settimane, tra le 15 e le 20 petroliere hanno attraversato lo stretto transitando per un canale meridionale lungo la costa dell'Oman. Circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno — all'incirca la metà del volume precedente al conflitto — vengono trasportati fuori dallo stretto e immessi nel mercato energetico globale, hanno precisato i funzionari.
L'importanza dell'operazione a guida statunitense, spiega Axios, è legata al fatto che sta mitigando uno degli aspetti più critici del conflitto: l'interruzione delle forniture di petrolio che aveva fatto impennare i prezzi del greggio. Inoltre, l'iniziativa va oltre la semplice scorta alle petroliere cariche in uscita. Le forze armate statunitensi assistono le petroliere vuote nell'ingresso nel Golfo dal Mar Arabico attraverso lo stretto, consentendo loro di caricare il petrolio dai paesi della regione e di uscirne successivamente.
L'Iran minaccia le basi americane in Europa (Video)
Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il Primo Ministro iracheno Ali al-Zaidi, Baghdad (afp)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla ai media,Washington, (afp)
Soccorritori a Gaza (AFP)
L'esercito israeliano chiede un'inchiesta sull'uccisione della piccola Hind Rajab avvenuta a Gaza nel 2024
(di Antonella Alba) Rimase intrappolata per ore in un'auto insieme ai corpi dei suoi familiari, chiedendo disperatamente aiuto al telefono alla Mezzaluna Rossa palestinese. Morì così a Gaza Hind Rajab. Aveva solo cinque anni. La sua voce, registrata durante quelle ultime ore del 29 gennaio 2024, e le circostanze della sua morte hanno trasformato la bambina in uno dei simboli delle vittime palestinesi della guerra nella Striscia. Circostanze della morte di un'innocente che scossero il mondo.
Ora, a distanza di oltre due anni e mezzo l'esercito israeliano annuncia l'apertura di un'inchiesta penale sulla sua morte, quella della sua famiglia e dei due paramedici palestinesi che erano arrivati per soccorrerla. In tutto nove persone. La procura militare ha deciso di approfondire penalmente l'intero episodio, con particolare attenzione alle circostanze dell'attacco contro i soccorritori. Per oltre due anni il caso è stato al centro di indagini indipendenti e richieste di accertamento delle responsabilità. L'esercito israeliano aveva inizialmente sostenuto che le sue forze non fossero presenti nella zona al momento dell'accaduto. Oggi ha invece riconosciuto che furono soldati israeliani ad aprire il fuoco contro l'auto…CONTINUA A LEGGERE QUI
Hind Rajab, la bambina di 6 anni trovata morta a Gaza (Ansa)
Siria, l'AIEA trova tonnellate di materiale nucleare dell'era Assad
(di redazione online) Il fantasma nucleare di Bashar al-Assad torna a materializzarsi nel deserto siriano, ma questa volta sotto la luce dei riflettori internazionali. Per la prima volta in quasi vent'anni, gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) hanno varcato la soglia di diversi siti strategici rimasti blindati per anni, portando alla luce una scoperta che riapre uno dei dossier più opachi del Medio Oriente: diverse tonnellate di materiale nucleare non dichiarato, risalenti all'era del vecchio regime.
L'annuncio, arrivato da Damasco durante una conferenza stampa congiunta tra il direttore generale dell'Aiea, Rafael Mariano Grossi, e il nuovo ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shibani, segna una netta discontinuità geopolitica. L'accesso al sito è stato infatti garantito su base volontaria dalle nuove autorità siriane, che avevano notificato formalmente la presenza del materiale lo scorso 17 luglio. Grossi ha definito la scelta “coraggiosa”, pur avvertendo che i materiali rinvenuti dovranno essere immediatamente sottoposti al rigido sistema di salvaguardie internazionali per scongiurarne qualsiasi uso improprio…CONTINUA A LEGGERE QUI
Una foto del presidente siriano Bashar Al-Assad viene rimossa da un ribelle ad Aleppo - 30 novembre 2024 (Afp)
Il Financial Times: se Trump ordina escalation Iran valuta attacco a basi Usa in Europa. I possibili obiettivi
(di Antonella Alba) Teheran ha preso in considerazione la possibilità di attaccare obiettivi militari americani in Europa qualora il presidente Usa, Donald Trump, decidesse di intensificare il conflitto. E' quanto riporta oggi il Financial Times citando "due fonti interne al regime", secondo cui sarebbero stati valutati obiettivi in Bulgaria e a Cipro. E non solo.
La Bulgaria, ricorda il quotidiano britannico, il mese scorso ha autorizzato l'utilizzo della sua base aerea di Bezmer per il rifornimento in volo degli aerei statunitensi. Una delle fonti ha aggiunto che anche Cipro - dove una base aerea britannica è stata colpita da un drone lo scorso marzo - è tra i potenziali obiettivi di rappresaglia in caso di una nuova offensiva statunitense.
Le stesse fonti hanno indicato che le forze iraniane hanno anche valutato la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz qualora il conflitto dovesse intensificarsi. "Se gli Stati Uniti dovessero spingersi troppo oltre, l'Iran si difenderà a qualsiasi costo, estendendo le sue azioni oltre la regione e colpendo anche l'Europa", ha dichiarato la seconda fonte.
In realtà le fonti hanno ricordato come anche l'attacco lanciato il mese scorso contro una base Usa in Giordania - in cui sono rimasti uccisi tre soldati americani - sia stato l'attacco a lungo raggio più preciso mai condotto dalle forze iraniane: "un messaggio chiaro all'Europa: può ricevere missili, quindi deve sapere quale posizione deve assumere in questa guerra", ha dichiarato la prima fonte…CONTINUA A LEGGERE QUI
Iran, missili (gettyimages)
La Turchia respinge le accuse israeliane sul presunto schieramento di forze in Siria
La Presidenza turca ha respinto con fermezza le dichiarazioni provenienti dall'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui Ankara starebbe pianificando l'invio di proprie forze militari in Siria. La presa di posizione giunge all'indomani del raid aereo condotto da Israele contro una base aerea siriana.
Attraverso una nota diffusa dall'ufficio del presidente Recep Tayyip Erdogan, il governo turco ha definito prive di fondamento le accuse israeliane, sostenendo che tali affermazioni abbiano l'unico scopo di tentare di giustificare e legittimare gli attacchi aerei di Tel Aviv, considerati da Ankara un'aperta violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria.
Il presidente Erdogan in conferenza stampa con Meloni (afp)
Netanyahu plaude alle sanzioni USA contro la Corte penale internazionale
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso pieno sostegno alle sanzioni finanziarie introdotte dagli Stati Uniti contro i vertici della Corte penale internazionale (CPI), arrivando a definire l'istituzione dell'Aja un "tribunale farsa".
La presa di posizione di Tel Aviv giunge a seguito del provvedimento adottato dal Dipartimento del Tesoro statunitense nei confronti della presidente della CPI, Tomoko Akane, e del procuratore capo Abdoulaye Seye. Le misure americane prevedono il congelamento delle risorse finanziarie e restrizioni sulle transazioni con i due funzionari, pur concedendo una finestra tecnica fino al 17 settembre per la regolamentazione delle operazioni in corso.
Attraverso una nota ufficiale, Netanyahu ha dichiarato che la CPI avrebbe minato i principi stessi della giustizia, celando presunti abusi dietro la retorica del diritto internazionale. Il premier israeliano ha quindi ringraziato direttamente il segretario di Stato Marco Rubio per la determinazione nel contrastare quello che ha descritto come un "illegittimo eccesso di potere" da parte della corte.
Da parte loro, gli Stati Uniti hanno motivato le sanzioni contestando i tentativi dell'organismo giudiziario di condurre indagini e spiccare mandati d'arresto nei confronti di esponenti appartenenti a Paesi non aderenti alla giurisdizione del Trattato di Roma.
Benjamin Netanyahu (Ansa)
L’assedio dei coloni a 3 famiglie palestinesi: “Chiusi in casa senza acqua e luce”
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