PunchEight-year-old dies, others injured in Anambra auto crashThe Jerusalem PostJewish settler extremists torch Palestinian homes, livestock shelters in West Bank attack - reportBollywood HungamaSunny Leone-Rahul Dev’s Chudail lands in rights ROW; Ganesh Jain issues public notice claiming exclusive digital, TV and allied rightsInquirerSara Duterte to NBI: Make public Gracioso’s lie detector test videoDaily MaverickSHARE WITH US: Online schools in South Africa: what should parents know?UOLSe a IA responde tão rápido, o que a escola ainda precisa ensinar?ХабрОкно в свет: почему Windows названа Windows, а иконки — иконкамиZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioThe Straits TimesResale flat transactions with ‘greater complexity’ should be handled by private lawyers: HDBعالم التقنيةسلسلة تلفزيونات Redmi TV X RGB Mini LED تغير قواعد الألعاب والترفيهCapital FMKICD begins distributing Grade 11 textbooks ahead of 2027 Senior School transitionVilaWebFrancis Halzen, Nobel de física per convertir el gel del Pol Sud en una finestra a l’univers
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, October 6, 2026

L’epidemiologo Rezza: “Un agente potenziato può sfuggire al controllo, non è fantascienza” ma il “rischio pandemico di peste” è basso

Translate

L’epidemiologo Rezza: “Un agente potenziato può sfuggire al controllo, non è fantascienza” ma il “rischio pandemico di peste” è basso

Icona dei commenti Commenti

“La peste è endemica in diverse parti del mondo, dall’Africa alle Americhe, e certamente lo è anche in quella zona della Siberia, che si trova a ridosso della Mongolia. La steppa asiatica, e in particolare le aree alla base delle grandi catene montuose dell’Asia centrale, rappresenta – continua – la culla storica di Yersinia pestis, che ha come serbatoio varie specie di roditori e viene trasmessa sporadicamente all’uomo dalle loro pulci. È proprio da lì che nel 1347 partì la devastante epidemia europea. La comparsa di casi sporadici o di piccoli focolai in queste aree non è quindi sorprendente”. È la riflessione di Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, sull’allarme sanitario scattato in Siberia orientale dopo la morte di una impiegata come tecnica di laboratorio colpita da “una polmonite a eziologia sconosciuta” nell’oblast di Irkutsk. Un incidente di laboratorio – questa l’ipotesi – ha fatto scattare immediatamente le procedure di emergenza: circa 200 persone entrate in contatto con la vittima sono state poste sotto osservazione e diverse strutture ospedaliere dell’area sono state collocate in quarantena. Nonostante l’impatto emotivo della notizia, la comunità scientifica internazionale invita alla calma e ad evitare ingiustificati allarmismi. La peste non è affatto una patologia scomparsa dai libri di storia, ma una realtà microbiologica tuttora presente.

Tuttavia, la dinamica dell’infezione siberiana punta l’indice direttamente contro le mura della struttura di contenzione. “Il riscontro di un caso in un tecnico addetto a un laboratorio di alta sicurezza (BSL-3) lascia pensare a un incidente avvenuto all’interno del laboratorio stesso piuttosto che a un’infezione avvenuta in natura”, osserva Rezza. “Se l’infezione sia stata acquisita a seguito della rottura di una provetta mentre il tecnico lavorava sotto cappa o sia stata causata da altro tipo di incidente o contaminazione – prosegue – è difficile capirlo sulla base delle informazioni attualmente disponibili”.

La progressione della malattia è stata fulminante: la giovane donna è deceduta appena due giorni dopo il ricovero. Tra le varie manifestazioni della malattia (la forma bubbonica, trasmessa da punture di pulce, e quella setticemica), la variante polmonare è la più aggressiva e letale, oltre a essere l’unica in grado di trasmettersi per via aerea tramite le goccioline salivari. L’estrema rapidità del decesso e l’ambiente di ricerca in cui si è verificato hanno inevitabilmente alimentato dubbi sulla pericolosità del ceppo coinvolto. Tuttavia, la gravità del quadro clinico rientra nell’evoluzione tipica della patologia. “La progressione fulminante – sottolinea Rezza – è compatibile sia con un’infezione polmonare grave, in grado di portare in poche ore al distress respiratorio acuto, sia con la rapida insorgenza di una setticemia. La mancata protezione della terapia antibiotica potrebbe dipendere sia da un ritardo diagnostico sia da una rapida progressione della malattia, non essendo provata la presenza di un ceppo antibiotico-resistente o potenziato”.

Mentre sul web proliferano speculazioni circa presunti esperimenti su armi biologiche – alimentate dai precedenti storici di programmi sovietici di biosicurezza o dal disastro di Sverdlovsk del 1979 – la spiegazione più plausibile rimane quella di un’attività di ricerca ordinaria finita in tragedia. In effetti, gli incidenti nei laboratori sono rari ma non impossibili e, secondo gli esperti, è legittimo studiare il batterio proprio perché circola abitualmente nella fauna selvatica.

Sotto il profilo del rischio pandemico, gli esperti tendono ad escludere il pericolo di una grande escalation. L’indice di contagiosità della peste si attesta solitamente tra 1,3 e 1,9. “Sebbene la peste polmonare possa in teoria essere più diffusiva trasmettendosi per via respiratoria, il suo R0 non sembra essere molto più elevato rispetto alla forma bubbonica”, rassicura Rezza. “Pertanto, se sono attivate per tempo le misure quarantenarie, il focolaio potrebbe essere agevolmente contenuto. Oltretutto la Siberia orientale non è una zona densamente popolata, e questo favorisce il controllo”, aggiunge. Nonostante le rassicurazioni sull’immediato contenimento sanitario, la vicenda riapre una riflessione più ampia sulla sicurezza nei laboratori e sulla trasparenza dei programmi di ricerca. “L’episodio riporta indirettamente alla ribalta il problema del dual use e delle ricerche condotte a scopo militare”, dichiara Rezza. “In termini generali, la possibilità che un agente microbico potenziato o perfino costruito ad hoc possa sfuggire al controllo non è del tutto fantascienza, specialmente con l’evoluzione delle nuove tecnologie. Se da un lato è necessario mostrare cautela nei confronti di speculazioni non basate sui fatti – conclude – dall’altro va richiesta alle autorità la massima trasparenza nel fornire informazioni tempestive sulle cause e le reali dimensioni del problema”.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.