Salgono in vetta alla Croda Granda, staccano la Madonnina e la gettano in un canalone. Divelte anche le targhe che ricordavano due ragazzi morti in montagna
Non basta arrivare in cima. Qualcuno, sulla Croda Granda, nel Bellunese, ci è salito portandosi dietro anche gli attrezzi necessari per rimuovere la Madonnina collocata sulla vetta e gettarla in un canalone. La statua è stata poi individuata da due escursionisti a circa 2.849 metri di quota e ora dovrà essere recuperata con un intervento alpinistico. Ma il danneggiamento non si è fermato lì: sono state strappate anche due targhe commemorative dedicate a due giovani morti in montagna ed è sparito il libro delle firme di vetta. Le targhe, al momento, non sono state ritrovate. Secondo quanto riferito dal Comune di Gosaldo, gli accertamenti sul posto escluderebbero che la statua possa essersi staccata accidentalmente: sarebbe stata rimossa intenzionalmente dal suo ancoraggio.
“Chi sale in quota munito di attrezzi per distruggere ed eradicare i simboli della nostra montagna non è un escursionista”, è la dura presa di posizione dell’amministrazione comunale, riportata da RadioPiù. Anche perché quello della Croda Granda non sarebbe un episodio isolato. Nella zona, negli ultimi tempi, si sono moltiplicati atti vandalici, furti e comportamenti pericolosi nei bivacchi. Il Bivacco Giovanni Menegazzi è stato temporaneamente chiuso dal Gruppo Alpini di Gosaldo dopo una serie di episodi che comprendevano sporcizia, fuochi accesi vicino alla struttura e furti di attrezzature. Danni sono stati segnalati anche a Malga Camp, mentre al Bivacco Renato Reali sarebbe stato sottratto il libro delle firme.
Un susseguirsi di episodi che adesso ha spinto il Comune a rivolgersi direttamente anche alla comunità. L’amministrazione ha fatto sapere di essere in contatto con le forze dell’ordine per contribuire agli accertamenti e individuare i responsabili e ha ringraziato il Soccorso Alpino, il Gruppo Alpini di Gosaldo e i volontari che si occupano della manutenzione delle cime e delle strutture. L’appello è rivolto soprattutto a chi abbia frequentato quei sentieri nelle ultime settimane: eventuali movimenti sospetti o persone viste salire con attrezzi insoliti devono essere segnalati alle autorità. In gioco, sottolinea il Comune, non c’è soltanto la tutela dei luoghi, ma anche la memoria delle persone ricordate in quota e il lavoro di chi continua a prendersene cura.
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