Burnham a Zelensky: 'Al fianco dell'Ucraina, il sostegno non cambierà'. Trump potrebbe interrompere l'intelligence con Kiev
Accoglienza con i massimi onori per Volodymyr Zelensky a Downing Street. Il presidente ucraino ha percorso il tappeto rosso steso davanti al numero 10, accolto da una guardia d'onore schierata per l'occasione: un cerimoniale raro, come sottolineano i media, che conferma il sostegno del Regno Unito a Kiev. Al suo arrivo il premier britannico Andy Burnham lo ha salutato con un abbraccio e una stretta di mano. I due leader hanno quindi avviato i colloqui: Zelensky cerca l'aiuto di Londra, tra i più stretti alleati di Kiev, in vista dell'inverno e a fronte degli attacchi aerei russi che si sono intensificati.
"Siamo al vostro fianco e questo non cambierà". Così il premier britannico Andy Burnham ha accolto Zelensky a Downing Street, ribadendo che il sostegno del Regno Unito all'Ucraina non è destinato a cambiare. Burnham ha parlato di giorni "bui e difficili" per l'Ucraina, colpita da "pesanti bombardamenti nelle ultime 24 ore", e ha detto che il presidente Zelensky è "pronto a sedersi e discutere" la tregua energetica proposta da Donald Trump.
"Purtroppo, quello che abbiamo visto dalla Russia sono ulteriori attacchi alle infrastrutture nazionali critiche in Ucraina", ha aggiunto il primo ministro.
Donald Trump nega pubblicamene che gli Usa vogliano interrompere la condivisione di informazioni di intelligence con l'Ucraina ma l'idea è attivamente discussa all'interno della Casa Bianca: lo scrive Semafor citando un funzionario dell'amministrazione. "Trump è piuttosto infuriato.Potrebbe ordinarlo", ha detto il funzionario dell'amministrazione aggiungendo che il direttore della Cia John Ratcliffe è contrario all'idea.
"Il pidocchio verde", cioè il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è preoccupato per mancanza di informazioni di intelligence da parte di Washington, ma questa è stata provocata dalla sua mancanza di rispetto nei confronti del presidente Usa Donald Trump. Lo afferma Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. "Il 'topo verde' - ha scritto sui suoi canali social Medvedev, citato dalla Tass - è indignato per la mancanza di informazioni di intelligence americane. Senza di esse, è cieco, si agita e va nel panico. Ma cosa si aspettava? Quando si manca di rispetto agli sponsor, questi si arrabbiano. E Trump non è [l'ex cancelliere tedesco] Scholz. Non vuole essere una salsiccia di fegato e non gli piace quando lo pungono insetti succhiasangue".
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