“Io minacciato e sotto scorta, per anni uscivo a fare le passeggiate solo durante Napoli-Juventus. Sapevo di essere riconoscibile da chi voleva aggredirmi, ho preso spintoni e schiaffi”: lo sfogo di Luca Abete
“Per anni ho fatto le passeggiate a Napoli soltanto durante le partite Napoli-Juventus, perché sapevo che le strade erano vuote e che potevo evitare brutti incontri. Ero costretto a non stare in certe zone perché sapevo di essere riconoscibile da chi voleva aggredirmi”. È un bilancio segnato dalle aggressioni e dalle privazioni personali quello tracciato da Luca Abete, storico inviato di Striscia la Notizia, in un’intervista rilasciata a Fanpage.it.
Un percorso professionale durato ventuno anni e oggi interrotto dalla sospensione del tg satirico di Canale 5. “Ho dovuto avere una scorta privata per diversi mesi“, ha spiegato Abete, sottolineando una disparità di trattamento da parte delle autorità: “La cosa che fa male è che non abbiamo quasi mai ricevuto un attestato di solidarietà istituzionale: quando viene minacciato un giornalista della tv di Stato c’è una grande presa di posizione, mentre gli inviati di Striscia hanno sempre avuta addosso una scritta invisibile ma leggibile da tutti: ‘Ve la siete cercata’. Come se noi andassimo a cercare le botte o volessimo vivere una vita blindata senza poterci fare una passeggiata”.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.