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Saturday, September 19, 2026

F1, Antonelli: 'Sogno di diventare uno dei più grandi di sempre'

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A 20 anni compiuti da nemmeno un mese, Kimi Antonelli si trova già nella privilegiata condizione di sfiorare uno dei suoi sogni più grandi. Nel fine settimana di pausa tra Madrid e Baku, il pilota bolognese rivela le sue emozioni a San Marino. "Io sin da quando ero piccolo ho sempre sognato di arrivare in Formula 1, e un giorno diventare campione, quindi io ho sempre sognato, e lo faccio ancora adesso - ricorda a Sport in Fiera 2026, grande festa dello sport sammarinese, organizzata dal Comitato Olimpico Sammarinese del presidente Christian Forcellini -. Credo che quando hai un sogno è importante rincorrerlo e cercare di fare di tutto per farlo diventare realtà. Credo non ci sia età, sin da piccoli, sin da subito si può sognare. Il mio sogno oggi? Credo che in parte lo sappiate... quello di diventare campione del Mondo e poi dopo diventare uno dei più grandi di tutti i tempi".
    "Ora devo continuare a fare quello che ho fatto fino ad adesso, senza strafare, cercare di fare il meglio ogni week end, cercare di divertirmi - racconta Antonelli -. Soprattutto nel mio lavoro ho la fortuna di poter fare quello che amo ed è importante che mi diverta, perché alla fine fare il pilota di Formula 1 è quello che ho sognato fin da quando ero bambino.
    Devo stare focalizzato sul presente, sul fare meglio che posso fare sul momento. Poi la pressione puoi vederla in due modi… Puoi vederla come una cosa negativa o come una cosa positiva. Io cerco di vederla più come una cosa positiva, come una possibilità di brillare sotto pressione. E a me piace stare sotto pressione".
    Un fattore che - confessa - è talmente importante per lui che quando viene meno resta quasi disorientato: "In qualifica a Monza quest'anno, quando in Q3 sapevo che non potevo giocarmi la pole, e quindi non c'era pressione, non c'era niente, è stata una situazione molto strana - spiega Antonelli -. Mentre ad esempio a Madrid, quando sai che ti devi giocare il tutto per tutto, alla fine è tutto molto bello. Quello che faccio, quindi, è cercare quasi di accogliere questa pressione, di farne buon uso".
   

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