“Ho rischiato di morire di fame nel campo di prigionia in Giappone, mio padre prese un’accetta, si tagliò un mignolo sul ceppo e lo gettò addosso al capo dei carcerieri”: le confessioni di Dacia Maraini
“Il tempo non esiste. Ce lo inventiamo noi e ogni volta in maniera diversa. Certo, per una che ha sempre guardato al futuro con allegria, ora vedo un muro e mi rattrista”. Non c’è un briciolo di retorica nelle parole con cui Dacia Maraini accoglie il traguardo dei suoi 90 anni (li compirà il prossimo 13 novembre). C’è invece la lucida e implacabile analisi di una donna che ha attraversato quasi un secolo di storia, sopravvivendo alla fame nei campi di prigionia, alla perdita di un figlio e agli amori che hanno segnato la letteratura italiana del Novecento.
In una lunga e intensa intervista rilasciata al Corriere della Sera, la scrittrice ripercorre le tappe di una vita che somiglia a uno dei suoi romanzi, partendo proprio dal segreto di una longevità invidiabile: “Forse nel Dna c’è un segreto. L’esperienza nel campo di prigionia in Giappone mi insegnò a mangiare poco”.
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