Addio al fascino di Phillip Island, la MotoGP 'americana' punta su Adelaide
Le prequalifiche del Gran Premio d'Australia - dominate dall'Aprilia di Marco Bezzecchi - sono state brevemente interrotte dall'ingresso in pista di un wallaby. Succede a Phillip Island, isola di origine vulcanica e paradiso faunistico. L'anno scorso Raul Fernandez aveva centrato un gabbiano durante la sprint. Imprevisti che non si ripresenteranno dall'anno prossimo, quando la MotoGP girerà tra le strade di Adelaide.
Il calendario sta infatti per salutare una delle cattedrali del motorsport mondiale, nonché uno dei tracciati più spettacolari e amati da piloti e appassionati. Inaugurato nel 1956, sorge su una scogliera affacciata sullo Stretto di Bass.
Per i primi il suo fascino risiede in un mix perfetto di elementi naturali ed esperienza di guida adrenalinica. Per i secondi nella scenografia unica di queste curve velocissime che sembrano precipitare a picco nell'oceano. Lì hanno vinto giganti del motociclismo come Gardner, Doohan, Rossi e Stoner.
Location molto romantica ed emozionante, ma assai infelice dal punto di vista logistico, soprattutto per i pesanti problemi di viabilità, e poco redditizia date le dimensioni delle tribune. Il mancato rinnovo del contratto - dopo il rifiuto dello stato di Victoria di spostare la gara a Melbourne - ha fatto cadere la scelta di Dorna-Liberty Media sull'Adelaide Street Circuit (con un accordo siglato fino al 2032), sede del GP d'Australia di F1 dal 1985 al 1995. Seguendo il modello applicato alle quattro ruote, la gestione statunitense della MotoGP punta a portare l'intrattenimento nel cuore delle metropoli.
Adelaide, con le capacità ricettive di un grande centro, diventerà così il primo GP cittadino nella storia moderna della velocità su due ruote, offrendo un layout modificato da 4,195 km per rispettare i rigidi standard di sicurezza richiesti dalle moto - a cominciare dalle via di fuga più ampie - ed un investimento di circa 96 milioni di dollari australiani (60 milioni di euro). L'abbandono di Phillip Island é stato però accolto con grande delusione dalla maggior parte dei piloti, sia attuali che del passato.
Tornando all'oggi, i 46 punti di ritardo da Jorge Martin, leader del mondiale MotoGP, non hanno spento lo spirito battagliero di Bezzecchi. Il riminese - a podio negli ultimi tre GP e dominatore nella domenica di Mandalika - ha ottenuto il miglior tempo nelle prequalifiche con il tempo di con 1'26"775.
Scorrendo la lista dei marchi spiccano le quattro Aprilia nelle prime cinque posizioni, con Raul Fernandez secondo, davanti alla Ducati di Marc Marquez, a sua volta seguito da Ai Ogura e Martin. Risicatissimi i distacchi tra i primi 10, già promossi in Q2, contenuti in appena 756 millesimi.
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