La Casa Bianca replica a Meloni, 'sul diesel un grande accordo'
Washington tiene il punto e replica a Giorgia Meloni. "Il presidente Trump ha negoziato con successo un altro grande accordo per fornire al mercato globale enormi quantità di diesel e abbassare i prezzi". A sottolinearlo, a colloquio con Repubblica, è un portavoce della Casa Bianca dopo le critiche della presidente del Consiglio sull'intesa raggiunta con Vladimir Putin. E sono parole destinate ad alimentare la preoccupazione che serpeggia tra i 27 riuniti a Bruxelles per il vertice Ue, timorosi di uno strappo degli Usa. Magari ulteriormente alimentato dalle bordate di Volodymyr Zelensky contro Trump.
Il presidente ucraino è infatti arrivato nella capitale europea in pieno spirito combattivo. "Abbiamo bisogno di ONESTÀ (maiuscolo, in pieno stile tycoon) da parte dei nostri partner: è importante che tutti, in America, si schierino non dalla parte dell'aggressore ma dalla parte dei nostri sforzi", ha tuonato. Poi si è gettato in una girandola d'incontri. Prima col segretario generale della Nato, Mark Rutte, presso la sua residenza, poi con i leader di Francia, Polonia e Belgio. Rutte, notoriamente, è l'incantatore di Trump e dunque, sul fronte alleato, ci "si attende" che anche questa volta possa adoperarsi per sanare la frattura.
Sul tavolo, ufficialmente, si sono affrontati due dossier: la tregua energetica (che Zelensky è pronto a rispettare solo se lo fa pure Mosca) e le impellenti (per non dire drammatiche) esigenze sulla difesa aerea. Il livello dei toni è tale che alcuni Paesi sono allarmati. Secondo quanto riporta il Financial Times, quando apparirà al tavolo del Consiglio Europeo i 27 lo esorteranno a "moderare le sue critiche pubbliche", in modo da evitare il peggio.
Ma le posizioni delle capitali risulterebbero per la verità molto meno omogenee. "Non esiste proprio, è il leader di una nazione in guerra", afferma una fonte diplomatica europea. "Ci aspettiamo un messaggio di forte sostegno", nota un'altra voce. "La questione è complessa: alcuni delle capitali che sostengono con maggiore forza Kiev sono anche quelle più attente a non irritare gli Stati Uniti", analizza un funzionario Ue. "In fin dei conti - conclude - l'Unione Europea mantiene però un approccio coerente nel sostenere l'Ucraina e non intendiamo cambiare rotta".
Il premier polacco Donald Tusk, non certo afflitto da anti-americanismo, ci ha messo la faccia su X: "Dopo i colloqui avuti oggi a Bruxelles con i leader europei, posso rassicurarvi, cari amici ucraini e presidente Zelensky: NON SIETE SOLI". Anche lui con profusione di maiuscole. Non sorprende dunque che la Russia spari ad alzo zero. I Paesi europei, secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, hanno assunto "una posizione distruttiva" sull'accordo del gasolio.
Insomma, sono sempre l'Europa in generale e l'Ue in particolare a remare contro la pace. Guarda caso, sia Washington che Mosca hanno criticato Meloni per la sua presa di posizioni sul 'deal'. Per quanto riguarda la Casa Bianca, ci ha pensato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a gettare acqua sul fuoco. "Ognuno ha le sue posizioni, noi le abbiamo espresse", ha dichiarato. "È legittimo da parte americana esprimere la propria posizione, ognuno ha la sua: nessuna polemica, siamo alleati". Tajani ha poi ribadito la richiesta di un negoziatore unico europeo per poter entrare davvero in partita sul fronte dei negoziati di pace. Non è, però, una discussione che raccoglie molto entusiasmo al tavolo dei leader, al momento occupati da una valanga di problemi -- non ultima la difficile maratona negoziale sul nuovo bilancio comunitario settennale nonché la ricerca di fondi extra da dare all'Ucraina per evitare di perdere sul campo di battaglia.
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