Perché Alessandro Di Battista è così amato? Chi come me lo segue sa dare la risposta
di Antonella Galetta
Martedì sera, chi segue Alessandro di Battista alle 22,30 era incollato su La7. Mi aspettavo di sentire che stava meglio e che avrebbe ricominciato presto le sue battaglie sulla giustizia sociale come giornalista, ma le sue parole mi hanno raggelato.
In questi mesi, sui giornali giravano molte informazioni sulle sue condizioni di salute a Cuba dove si trovava per un reportage sulla situazione della popolazione provata dall’embargo per mano statunitense. Ieri sera Alessandro ci ha raccontato la verità sulla sua malattia: edema celebrale a causa di un tumore asportato a Cuba, ha ringraziato i medici del posto (tra i migliori al mondo) che, nonostante i pochi servizi basilari di acqua ed elettricità, sono riusciti a salvargli la vita.
Tutti noi che seguiamo Alessandro e siamo legati a lui siamo convinti che farà la sua battaglia personale al meglio possibile. In questi giorni, mi chiedevo come mai tanto affetto sui social tanto calore per questo ragazzo tutte le volte che si presenta in pubblico? Lui entrò in Parlamento nel 2013 all’opposizione, dopo un’intensa campagna elettorale fatta in motorino, paese per paese, piazza dopo piazza in modo onesto e genuino, controcorrente, non accetta compromessi al ribasso. La sua fama però l’ha ottenuta fuori dai palazzi, spiegando la politica alla gente comune. Ecco perché ancora ora Alessandro è seguito da migliaia di persone.
A proposito di questo va ricordato il suo libro Scomode verità che ha portato anche nei teatri italiani come monologo. Vi consiglio di leggerlo. Nel testo analizza i conflitti in corso, critica l’informazione occidentale (come dargli torto), accusa i governi di proporre un pensiero appiattito, parla di retroscena politici, di interessi economici legati alle guerre.
Io ho avuto il piacere di conoscere Alessandro, era il 2017 e stava riflettendo su cosa voleva fare della sua vita. Nel 2018 decise di non ricandidarsi per il Movimento 5 stelle, nonostante avrebbe potuto essere rieletto con certezza. Ad Alessandro la poltrona non fa gola, per questo decise di fare politica – quella VERA – fuori dai palazzi, tra la gente, scrivendo sul Fatto quotidiano, sui social facendo reportage dal mondo.
Ecco allora la risposta alla mia domanda, perché Alessandro è così amato? Lui è un cuore libero, non è avido, non gli interessa il potere, né il denaro. Ama le idee per cui si batte, ama la giustizia in tutte le sue forme, è stato uno dei pochi giornalisti che parlava della causa palestinese prima del 7 ottobre 2023. Ha continuato a farlo occupandosi dei bambini di Gaza, dando voce ed immagini alla carneficina che si sta perpetrando in quelle terre.
Alessandro, ti auguro di affrontare con serenità la tua personale battaglia contro il nemico che devi sconfiggere. Vedrai che i medici sono con te e anche noi che ti stimiamo.
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