The Jerusalem PostIsraeli extremist settlers use sheep farms, intimidation to expand West Bank control, CBS reportsESPNBills, Josh Allen outlast Rams in overtime on MNFESPN DeportesAllen, el héroe en un espectacular juego en Sofi StadiumBollywood HungamaSidharth Malhotra suffers leg injury, shares photo with a witty note!Daily MaverickSECOND CHANCE: Former Springbok coach Jake White will lead ‘best-prepared’ Fiji to RWC 2027RTP Desporto12h30 Ambiente difícil em Lens, Porto complicado diz PellegriniRTL BoulevardMan (27) stichtte bewust brand tijdens Pride en verheerlijkte ISAntara NewsIndonesia seeks land certainty to accelerate 3 million homes programVariety‘Death in Paradise’ Gets Its First International Adaptation in Croatia, Promises ‘Murder Mystery, Humor, Warmth and a Strong Sense of Place’ (EXCLUSIVE)ZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-Nachrichtenstudio
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, October 13, 2026

“Arrivano in macchina, fanno una foto e se ne vanno. Spesso non mangiano nei ristoranti, non pernottano e non fanno escursioni. Nemmeno fanno benzina qui. Dobbiamo difendere il paesaggio”: così Reinhold Messner sull’overturism sulle Dolomiti

Translate
“Arrivano in macchina, fanno una foto e se ne vanno. Spesso non mangiano nei ristoranti, non pernottano e non fanno escursioni. Nemmeno fanno benzina qui. Dobbiamo difendere il paesaggio”: così Reinhold Messner sull’overturism sulle Dolomiti

“La sfida è quella di far funzionare questo modello anche tra cent’anni”. A parlare al Corriere della Sera è Reinhold Messner e la sfida a cui fa riferimento è quella dell’overtourism sulle Dolomiti: turismo di massa, visitatori che arrivano e ripartono in giornata e che, a volte, non hanno esperienza né consapevolezza del comportamento da tenere in montagna. D’altra parte, è difficile immaginare di impedire alle persone di visitare luoghi magnifici e unici come questi.

Messner parla anche del ruolo degli influencer: “Faccio un esempio molto evidente: arrivano in un luogo, scattano una fotografia e ripartono. Cito la Val di Funes perché la conosco e la amo particolarmente, quindi vedo direttamente che cosa succede qui. Queste persone arrivano in macchina, fanno una foto e se ne vanno. Spesso non mangiano nei ristoranti, non pernottano e non fanno escursioni. Dal punto di vista economico portano poco o nulla, nemmeno si fermano qui a far benzina, mentre lasciano solo traffico e inquinamento”.

Una questione complessa, sottolinea il “re degli Ottomila”, perché non c’è soltanto la volontà dei creator di pubblicare contenuti suggestivi. “Comuni del Trentino hanno cominciato a fare pubblicità attraverso di loro, e ci sono grandi operatori che li pagano per portare più visitatori”.

Che cosa propone allora Messner? Un sistema di prenotazioni a fasce orarie, sul modello di alcune destinazioni negli Stati Uniti. L’idea è quella di consentire l’accesso a un determinato gruppo montuoso per un periodo prestabilito, ad esempio due giorni, con un costo contenuto. L’obiettivo sarebbe soprattutto organizzare e distribuire meglio i flussi turistici: una volta raggiunto il limite di prenotazioni per una determinata area, come le Pale di San Martino, non verrebbero accettate ulteriori richieste per quelle date, ma sarebbero proposti periodi successivi oppure zone alternative ancora disponibili.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.