Sanzione da 822.500 euro a due società per teleselling e telemarketing con lo spoofing: la mossa dell’Agcom
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha sanzionato due società italiane che non hanno rispettato gli obblighi di controllo stabiliti sulle numerazioni telefoniche utilizzate dai call center. Retelit Digital Services, uno dei leader in Italia nel settore delle telecomunicazioni, dovrà pagare 700mila euro, e Tekmind, specializzata nello sviluppo e nella produzione di prodotti e servizi legati ai contact center, ha ricevuto una sanzione di 122.500 euro. L’operazione di vigilanza sul corretto utilizzo delle numerazioni per finalità di teleselling e telemarketing è iniziata nel novembre 2025 sulla base di numerose segnalazioni. L’Agcom ha spiegato che le fattispecie contestate hanno riguardato “la mancata attuazione delle misure stabilite dall’Autorità, consistenti nella verifica della correttezza delle numerazioni utilizzate dai call center, inclusa la generazione di numerazioni tramite la tecnica dello spoofing”.
Nei primi otto mesi del 2026, l’Agcom ha bloccato circa 191 milioni di chiamate illecite, quasi 790.000 al giorno. L’operazione è stata possibile grazie al filtro anti-spoofing, che impedisce ai truffatori di contraffare l’identità del mittente. Come riposta Hdblog, sono state bloccate circa 148 milioni di chiamate, fatte con numeri mobili italiani, mentre 38 milioni avevano numeri fissi italiani. Per contrastare le truffe telefoniche, l’Autorità aveva messo a punto un regolamento in due step che prevedeva lo sbarramento delle chiamate con numero italiano di rete mobile, dal 19 novembre, e il blocco da parte degli operatori nazionali delle chiamate dall’estero con numero italiano illegittimo, dal 19 agosto.
I filtri implementati sulle chiamate internazionali con numeri italiani “hanno impedito la consegna ai cittadini italiani di decine di milioni di chiamate illecite, originate dall’estero con numero italiano, effettuate ai fini di teleselling e telemarketing”, sottolinea l’Agcom. In questo modo, il Garante delle comunicazioni è riuscito a circoscrivere la pratica illegale ed è riuscito a risalire a operatori e call center che hanno assunto “condotte non conformi alla normativa”. In questo contesto, sono arrivate le sanzioni alle due società italiane che dovrebbero servire anche a scoraggiare le attività illecite che continuano a partire dall’Italia, dopo che i filtri hanno ridotto sensibilmente quelle provenienti dall’estero. Retelit, in una nota sulle sanzioni ricevute, fa sapere “di non svolgere né commissionare alcuna attività di telemarketing via call center per la vendita dei propri servizi” e si riserva le opportune valutazioni sul provvedimento ritenuto “inatteso, nell’esito e nell’entità”.
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