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Thursday, September 10, 2026

Legge elettorale: via libera del Senato all'emendamento di maggioranza sulle preferenze. Meloni: 'Tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile'

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L'Aula del Senato ha bocciato, con 68 sì e 99 voti contrari, il sub-emendamento a prima firma del Dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati e prevedere il voto di preferenza. Sulla proposta di modifica all'emendamento di maggioranza alla legge elettorale il governo si era rimesso all'Aula. Dopo la votazione dai banchi delle opposizioni sono partiti dei 'Vergogna!'.

Il centrodestra ha votato compatto contro il subemendamento, dopo la presa di posizione conytraria di FdI annunciata dal capogruppo Lucio Malan secondo il quale "tra un emendamento strumentale sulle preferenze delle opposizioni e mantenere gli accordi di maggioranza noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento". 

Fratelli d'Italia ha sempre votato a favore delle preferenze", ha ricordato Malan e aggiunto che il suo partito l'ha fatto anche alla Camera sullo stesso testo delle legge elettorale, in esame oggi al Senato. Quindi ha rimarcato: "Il Pd ha votato per leggi che non comprendevano le preferenze tranne nel caso dell'Italicum, promosso dal governo Renzi, che comprendeva il capolista bloccato, pensa un po'. Però all'epoca andava bene, ora no, è una cosa inaccettabile. Dunque comprendiamo la strumentalità di questo emendamento, se aveste voluto approvare le preferenze ci sono state più occasioni alla Camera, in particolare quando furono battute di un solo voto e all'esito dei quel voto ricordiamo i festeggiamenti da parte dell'opposizione".

E ha concluso: "Non si può festeggiare il no all'introduzione delle preferenze e poi proporle. E' piuttosto chiaro che il tentativo è spaccare la maggioranza. Ma noi tra un emendamento strumentale e mantenere gli accordi di maggioranza, che permettono la reintroduzione dal '92 delle preferenze, non abbiamo dubbi: manteniamo la parola sulle preferenze e votiamo contro questo emendamento".

"Il governo si rimetterà all'Aula" su alcuni emendamenti. "Come sempre il Parlamento e" sovrano", aveva confermato la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati 

In precedenza si è svolta al Senato una riunione di maggioranza sulla legge elettorale. Hanno partecipato, secondo quanto si apprende, tra gli altri, alcuni tecnici della maggioranza e capigruppo oltre alla ministra Elisabetta Casellati e il presidente della commissione Affari Costizionali Andrea De Priamo. 

Si è chiusa in Aula al Senato la discussione generale sulla legge elettorale, a seguire c'è stata la replica del ministro Casellati che ha espresso i pareri sugli emendamenti. Di questi, un centinaio sono stati dichiarati inammissibili.

I lavori sono stati poi sospesi dopo che il capogruppo di FdI Lucio Malan ha chiesto una sospensione "visto che abbiamo necessità poi di votare con continuità e una pausa a quest'ora sarebbe comunque opportuna". La richiesta è stata accolta da tutti i gruppi ed è stata decisa una pausa fino alle 14. 

Norma anti-cespugli: verso la cancellazione della soglia per contribuire al premio

Si va verso una modifica della cosiddetta norma anti-cespugli entrata alla Camera nella legge elettorale. L'ipotesi - che vedrebbe una riformulazione di un emendamento di FdI a firma di Antonella Zedda - prevederebbe la cancellazione di qualsiasi soglia per contribuire al computo dei voti per il premio di maggioranza. Sempre secondo quanto si apprende, a fronte di questo, verrebbe però aumentato il numero delle firme necessarie per presentarsi per evitare il fenomeno delle 'liste civetta'. 

Borghi (Iv): 'Dalla maggioranza indietro tutta sulle preferenze'

"Sull'emendamento dell'opposizione sulle preferenze assistiamo a una sceneggiatura degna di Renzo Arbore: la maggioranza fa 'Indietro tutta'. Dalla presidente del consiglio Meloni arriva una retromarcia, un dietrofront, un voltafaccia, per l'ennesima volta, per tenere insieme con la colla una maggioranza che non regge più". Lo ha detto il senatore di Italia Viva-Casa Riformista Enrico Borghi, vicepresidente del partito, durante il dibattito sugli emendamenti alla legge elettorale.

"Il testo viene ancora modificato: non solo tutto il lavoro della Commissione Affari costituzionali viene cestinato, ma addirittura questa mattina il capogruppo di Fratelli d'Italia Malan non sapeva cosa dire sul punto politico - ha ricordato Borghi - e cioè se il partito di Meloni vuole o no le preferenze, e ha dovuto chiedere a qualcuno o qualcuna cosa fare sull'emendamento. La destra è in stato confusionale". 

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